Notizie Radiocor

Gam: cosa accadrebbe se l'intelligenza artificiale non funzionasse? - PAROLA AL MERCATO

di Julian Howard* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 12 apr - L'intelligenza artificiale e' stata un tema di investimento dominante nel 2025, ma sussistono legittime domande riguardo alla sua diffusione e ai suoi benefici. Anche se l'intelligenza artificiale non dovesse portare alla rivoluzione tecnologica radicale auspicata da molti investitori, esistono altri temi forti in grado di garantire una leadership di mercato.

Il rendimento del mercato azionario statunitense nel 2025 e' stato in gran parte determinato dagli utili e dalle aspettative legati all'intelligenza artificiale (IA). Mentre l'indice S&P 500 ha guadagnato il 17,9%* nell'ultimo anno, il settore dei servizi di comunicazione ha registrato un rendimento significativo del 33,6%* e quello dell'informatica un rendimento altrettanto notevole del 24,0%*. La premessa alla base di questi movimenti e' ormai nota a tutti, ma sostanzialmente afferma che siamo sull'orlo di una rivoluzione tecnologica che automatizzera' quasi ogni aspetto della nostra vita. I fornitori di 'picks and shovels' (attrezzi da minatore) di questa rivoluzione, che si tratti di grandi modelli linguistici o dei chip stessi, sono forse meglio rappresentati dai titoli delle 'Magnificent Seven': Alphabet, Apple, Amazon, Meta Platforms, Microsoft, Nvidia e Tesla. La portata dei loro investimenti nell'IA e' enorme, con stime prudenti che indicano una spesa di 175 miliardi di dollari solo per Alphabet. Riteniamo che questo sia indubbiamente entusiasmante da un certo punto di vista, ma alcuni investitori sono preoccupati dal crescente dibattito sul fatto che l'IA potrebbe non essere cosi' rivoluzionaria come si sperava in precedenza.

Le argomentazioni contrarie all'entusiasmo del mercato per l'IA sono molteplici, ma probabilmente si basano su un unico pilastro fondamentale: l'adozione, o la sua mancanza.

Come riportato da The Economist, una rara indagine armonizzata tra diversi paesi1 condotta su dirigenti aziendali negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Germania e in Australia rispettivamente dalla Federal Reserve di Atlanta (Fed), dalla Banca d'Inghilterra, dalla Bundesbank e dalla Macquarie University ha rivelato che quasi il 75% delle aziende utilizza attualmente l'IA in qualche modo, ma allo stesso tempo l'86% degli intervistati ha riferito che non vi e' stato praticamente alcun miglioramento della produttivita'.

Attenzione al divario nell'adozione Cio' riflette molto probabilmente il modo in cui l'IA viene adottata (almeno finora), principalmente dai dipendenti che la utilizzano come strumento ausiliario piuttosto che dalle aziende stesse che la integrano nelle loro piattaforme in modo 'agente', ovvero in modo da soddisfare le esigenze dei clienti dall'inizio alla fine, piuttosto che limitarsi a migliorare singoli flussi di lavoro. Un raro esempio di adozione completa dell'IA da parte di un'azienda e' quello della societa' di ride hailing (servizio di trasporto privato) del Sud-Est asiatico Grab, che recentemente ha intrapreso una profonda riorganizzazione dei propri sistemi centrali con una spesa ingente. La maggior parte delle aziende occidentali e' riluttante a sostenere gli investimenti necessari per integrare veramente l'IA e quindi rimane per ora in 'modalita' pilota', magari aggiungendo un chatbot piu' intelligente ai sistemi esistenti per aiutare i clienti, ma senza eseguire veramente le attivita' in modo autonomo. Questa mancanza di adozione dell'IA e' evidentemente riscontrabile nei dati sull'occupazione molto positivi provenienti dagli Stati Uniti. Un'intelligenza artificiale veramente efficace dovrebbe comportare un cambiamento significativo nel panorama occupazionale, ma dal 2022 i salari adeguati all'inflazione nel settore dei servizi, in particolare per i contabili e i venditori, sono aumentati invece di diminuire come previsto. Se il servizio clienti fosse stato sostituito dall'intelligenza artificiale, l'occupazione nel settore dei servizi sarebbe sicuramente in difficolta'. Altri problemi che ritardano le decisioni di investimento nell'intelligenza artificiale includono la natura inaffidabile di alcuni modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM). Le 'allucinazioni', in cui l'IA insiste che un output di fatto errato e' accurato, possono avere conseguenze disastrose, e la natura 'beta' della tecnologia attuale potrebbe scoraggiare le aziende. E' evidente che qualsiasi cosa che non sia una diffusione capillare dell'IA in tutti gli aspetti della vita umana, compreso ovviamente il mondo degli affari, avra' un impatto negativo su un mercato azionario altamente valutato che e' stato dominato da nient'altro. Il rischio e' che i miliardi di dollari investiti nei data center di IA e nell'alimentazione di modelli sempre piu' veloci possano seguire la stessa sorte della mania per i cavi in fibra ottica alla fine degli anni '90. Sebbene alla fine siano stati utilizzati, l'ossessione per le infrastrutture in fibra ottica e' diventata il simbolo della bolla Dot.com e del suo scoppio all'inizio del 2000.

*Chief Multi-Asset Investment Strategist di Gam.

Red-

(RADIOCOR) 12-04-26 11:34:28 (0186) 5 NNNN

 
Titoli citati nella notizia
Nome Prezzo Ultimo Contratto Var % Ora Min oggi Max oggi Apertura
Apple 218,55 -0,75 17.24.52 218,35 221,65 220,00
Microsoft Corp 332,60 +2,43 17.35.14 327,25 333,90 328,10
Amazon 209,95 +3,02 17.36.42 203,80 210,00 204,00


Borsa Italiana non ha responsabilità per il contenuto del sito a cui sta per accedere e non ha responsabilità per le informazioni contenute.

Accedendo a questo link, Borsa Italiana non intende sollecitare acquisti o offerte in alcun paese da parte di nessuno.


Sarai automaticamente diretto al link in cinque secondi.