Columbia Threadneedle Inv.: la nebbia della guerra e la politica monetaria - PAROLA AL MERCATO -2-
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 28 mar -Dal punto di vista delle banche centrali, gli aumenti dei tassi potrebbero avere un impatto limitato sullo shock dei prezzi dell'energia, ma i ricordi del 2022 sono ancora piuttosto vividi. Allora le banche reagirono con lentezza alla crisi energetica, sebbene nel sistema fossero gia' presenti pressioni inflazionistiche e il contesto fosse diverso.
Tuttavia, al momento, il linguaggio delle banche centrali suggerisce la necessita' di un rialzo dei tassi nel breve per contrastare gli effetti di secondo ordine della pressione inflazionistica che si manifestera' dopo lo shock iniziale dei prezzi dell'energia. Inoltre, le banche centrali vogliono influire sulle aspettative di inflazione e, in assenza di un allentamento delle tensioni nelle prossime settimane, sembrerebbe che le banche centrali aumenteranno i tassi fintanto che il conflitto persistera'.
Le aspettative del mercato sono che sia la Banca d'Inghilterra che la BCE aumentino i tassi tre volte quest'anno, con un cambiamento radicale rispetto a poche settimane fa. Negli Stati Uniti, le previsioni per la Federal Reserve (Fed) indicano che non ci saranno tagli dei tassi quest'anno, ma forse l'anno prossimo. Tuttavia, in questa fase, e' tutto da vedere. Come ha affermato la scorsa settimana il presidente della Fed, Jay Powell, 'nessuno lo sa'. Ed e' proprio questo il problema al momento: banche centrali, politici, operatori petroliferi - chiunque essi siano, nessuno ha una certezza chiara su cio' che accadra' in futuro.
La storia dimostra che l'unico rimedio ai prezzi elevati del petrolio sono proprio i prezzi elevati del petrolio. Nel corso del tempo, questi rallentano l'economia e riducono la domanda, consentendo infine alle banche centrali - dopo aver eventualmente aumentato i tassi - di abbassarli. Nel breve termine, il ricorso alle scorte sta contribuendo in misura marginale a contenere il prezzo del petrolio, ma questa situazione non puo' durare all'infinito. C'e' ancora qualche speranza che questo non sia un conflitto di lunga durata. Ma gli esiti, allo stato attuale, sono piuttosto binari: potremmo ancora andare verso una de-escalation, ma potremmo anche assistere a una significativa escalation, a quel punto 150 dollari al barile di petrolio torneranno a fare notizia.
Gia' ora si intravedono alcuni rischi significativi: ieri i mercati hanno registrando un nuovo calo e, sebbene i movimenti non siano particolarmente drammatici, si osserva che la propensione al rischio inizia a essere messa alla prova da un conflitto potenzialmente piu' lungo che comporterebbe un aumento dei prezzi del petrolio e un innalzamento dei tassi di interesse.
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(RADIOCOR) 28-03-26 18:53:28 (0437) 5 NNNN