Columbia Threadneedle Inv.: i nuovi rischi di stagflazione globale - PAROLA AL MERCATO
di Anthony Willis* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 28 mar - Rischi di stagflazione in aumento in caso di prolungamento del conflitto in Iran La stagflazione rappresenta un rischio significativo, non ancora pienamente incorporato nei mercati azionari. Al momento, i mercati finanziari sembrano nel complesso assumere che il conflitto in Iran sara' relativamente di breve durata e che, di conseguenza, possa prevalere il contesto piu' favorevole di inflazione e crescita che caratterizzava l'inizio dell'anno. Tuttavia, piu' il conflitto si protrarra' - e piu' si registreranno interruzioni rilevanti nei flussi di materie prime proveniente dal Golfo attraverso lo Stretto di Hormuz - tanto piu' aumenteranno i rischi di ulteriori rialzi dei prezzi energetici, man mano che le riserve strategiche si riducono e le preoccupazioni sull'offerta si intensificano.
L'incertezza sulla durata del conflitto alimenta i rischi al ribasso per la crescita Ci troviamo in una fase di elevata incertezza. Se le dichiarazioni del Presidente Trump dovessero trovare conferma, questo fine settimana potrebbe rappresentare un 'punto di svolta' nel conflitto con l'Iran. Nel corso della settimana, Trump ha adottato toni piu' concilianti, suggerendo la possibilita' di negoziati per porre fine alla guerra, alimentando l'idea che stia cercando una via d'uscita. Tuttavia, l'Iran ha smentito progressi nei colloqui, mantenendo le proprie condizioni per una conclusione del conflitto. Il Presidente Trump si trova ora di fronte a una scelta: estendere le scadenze per favorire un possibile sviluppo del dialogo oppure inasprire la posizione dando seguito alle minacce contro le infrastrutture energetiche iraniane. Una simile mossa comporterebbe inevitabilmente una risposta da parte dell'Iran e probabilmente ulteriori pressioni al rialzo sui prezzi delle materie prime (e al ribasso su azioni e obbligazioni), poiche' gli investitori sarebbero costretti a rivedere le aspettative verso un conflitto piu' lungo e piu' dannoso per crescita, inflazione e tassi di interesse. Al momento, il prezzo del petrolio sembra essersi stabilizzato intorno ai 100 dollari al barile, ma tale livello potrebbe variare sensibilmente gia' nei prossimi giorni in funzione delle decisioni che verranno prese. Un aumento significativo e prolungato dei prezzi del petrolio porterebbe il dibattito oltre la stagnazione, aprendo a scenari di una possibile recessione.
*Investment Manager di Columbia Threadneedle Investments.
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(RADIOCOR) 28-03-26 17:21:23 (0417) 5 NNNN