Carmignac: lusso, crescita in ripresa, ma senza svendite - PAROLA AL MERCATO
di Kevin Thozet * (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 14 feb - Dopo un vero e proprio annus horribilis, che ha visto i ricavi e/o i margini di molti player chiudere in rosso - rosso quasi quanto la suola di una scarpa Louboutin - cosa possono aspettarsi nel 2026 gli investitori europei nel settore del lusso? Una visione settoriale non e' altro, in ultima analisi, che l'aggregazione di convinzioni idiosincratiche. Da questo punto di vista, partire da un'azienda leader del settore e' l'approccio piu' naturale.
Nel 2025 Lvmh ha registrato una crescita organica del -1%, penalizzata da una combinazione negativa di effetti valutari sfavorevoli, dallo spostamento della spesa dei consumatori verso le esperienze a scapito dei beni di fascia alta e da un atteggiamento piu' prudente dei consumatori, in un contesto di tensioni commerciali e incertezza geopolitica. Anche la divisione Fashion & Leather Goods, storicamente solida, ha mostrato segni di cedimento, con prezzi in calo del 5% e volumi/mix in flessione del 7%.
2026: quando la ripresa va a braccetto con la nuova linea creativa Guardando al 2026, l'ottimismo verso Lvmh sta tornando di moda. Le vendite organiche sono attese in crescita del +4,6% in termini di prezzo e del +2,6% in termini di volumi/mix, sostenute da diversi fattori favorevoli.
In primo luogo, la domanda statunitense resta resiliente, supportata da un forte wealth effect. La ricchezza del 10% piu' abbiente delle famiglie statunitensi e' aumentata di circa il 30% negli ultimi tre anni, arrivando a rappresentare oltre il 70% della ricchezza complessiva negli Stati Uniti - circa 5 punti percentuali in piu' rispetto al periodo pre-Covid.
In secondo luogo, le aspettative si basano su una stabilizzazione della domanda cinese, dopo due anni consecutivi di contrazione (-2% nel 2024 e -5% nel 2025).
A meno che, naturalmente, il miglioramento non sia dovuto piu' alla prospettiva di ulteriori aumenti dei prezzi o al rilancio della crescita di Dior. Il secondo brand piu' importante del gruppo (che rappresenta il 12% dei profitti, contro il 65% di Louis Vuitton) potrebbe registrare una ripresa delle vendite del 4-5%, grazie ai recenti cambiamenti nella direzione creativa.
Crescita in ripresa, ma con alcune condizioni Allargando lo sguardo, il quadro appare piu' sfumato. La luce in fondo al tunnel potrebbe non essere ancora abbagliante - ma potrebbe gia' iniziare a brillare come una vetrina di Place Vendome.
La domanda statunitense appare ormai ampiamente scontata, dopo un'espansione del +25% negli ultimi cinque anni di una ripresa a forma di 'K' - in cui solo chi si colloca nella parte alta della K puo' permettersi una borsa Kelly. Superare le aspettative sara' difficile, poiche' i mercati gia' scontano una crescita cumulativa del +10% nei prossimi due anni.
Gli aumenti di prezzo restano un'opzione, ma dopo diversi anni di rialzi medi annui superiori al 10%, l'elasticita' della domanda potrebbe tornare a farsi sentire. Inoltre, se l'innovazione punta ad ampliare l'accessibilita', prezzi piu' 'abbordabili' potrebbero incidere automaticamente sui margini. Anche nel lusso, l'equilibrio tra prezzo, volume e desiderabilita' non puo' restare immutabile per sempre.
Il 2025 ha inoltre segnato un'ondata senza precedenti di cambiamenti nella direzione creativa delle principali maison.
Innovazione e nuovi talenti dovrebbero gradualmente produrre i loro effetti e sostenere il ritorno alla crescita, ma la creativita' - come l'artigianalita' - richiede tempo. Dopo anni dominati dal pricing power, il settore sembra entrare in una fase di maggiore cautela sui prezzi.
Infine, la Cina resta il principale fattore di svolta. Le aspettative sono attualmente prudenti dopo due anni di forte contrazione, ma proprio questa cautela potrebbe trasformare la Cina nella principale fonte di sorprese positive. La debolezza dei consumi privati e le rinnovate tensioni nel settore immobiliare rendono sempre piu' probabile un pacchetto di stimolo di ampia portata, con possibili annunci gia' durante le sessioni parlamentari di marzo.
FX, tasse e margini: il rovescio della medaglia Dall'altro lato dell'equazione, i fattori di rischio esogeni restano ben presenti.
Il primo riguarda il mercato valutario. I mercati si attendono un cambio Eur/Usd intorno a 1,20 per gran parte dell'anno, ipotizzando al contempo un'espansione dei margini di circa 150 punti base, fino a portarli verso il 66%. Un ottimismo che mal si concilia con la realta'. L'euro - che rappresenta circa due terzi della base dei costi - si e' rafforzato del 4% in pochi giorni e del 17% rispetto ai minimi del 2025. Le coperture possono attenuare l'impatto sui margini, ma hanno un costo che erode la redditivita'. Ancora piu' importante, un euro forte esercita una pressione diretta sulle vendite, soprattutto nella fascia piu' accessibile del lusso. Un euro forte e' un lusso che si paga caro.
Il secondo fronte critico e' il rischio fiscale. Le cosiddette misure fiscali 'eccezionali', pensate per raccogliere 7 miliardi di euro quest'anno (come previsto dal bilancio francese), potrebbero ridurre gli utili del 5-6%. La battuta di Jacques Audiard appare sempre piu' azzeccata: 'Due miliardi di tasse? Non e' un bilancio, e' una rapina a mano armata'. Inizialmente presentata come una misura una tantum, la tassa e' stata rinnovata nel 2026 - trasformandosi di fatto in una 'due tantum' - con il rischio concreto di un'ulteriore estensione al 2027. Milton Friedman e Jacques Audiard avrebbero probabilmente concordato su questa verita': 'Nulla ci avvicina all'eternita' quanto una tassa temporanea'.
Infine, le valutazioni. Il lusso europeo oggi tratta a circa 26 volte gli utili attesi per il 2026, dopo una marcata rivalutazione. I prezzi delle azioni hanno gia' incorporato l'ipotesi di una ripresa ciclica e di una riaccelerazione economica, trascurando in larga misura le cicatrici lasciate dal recente deterioramento di vendite e utili. A questi livelli, la speranza e' gia' stata prezzata. Da qui in avanti, il settore non avra' bisogno solo di una ripresa, ma di un significativo superamento di aspettative gia' generose per giustificare i multipli attuali.
* membro del comitato investimenti di Carmignac.
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(RADIOCOR) 14-02-26 15:29:37 (0350) 5 NNNN
| Nome | Prezzo Ultimo Contratto | Var % | Ora | Min oggi | Max oggi | Apertura |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Lvmh | 494,50 | -0,94 | 17.29.45 | 491,45 | 496,75 | 492,00 |