Notizie Radiocor

Carmignac: la lenta evoluzione di una crisi dell'offerta di petrolio - PAROLA AL MERCATO

di Kevin Thozet * (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 4 apr - L'impennata dei prezzi di petrolio e gas ha innescato una reazione ormai tipica dei mercati di fronte a uno shock improvviso dell'offerta: rendimenti in aumento, azioni in calo.

L'entita' dello shock e' piuttosto chiara. La storia suggerisce che quando i prezzi del petrolio salgono del 60% o piu', i mercati azionari tendono a correggere. Il primo canale di trasmissione e' che l'aumento dei prezzi dell'energia alimenta le aspettative di inflazione, spinge verso l'alto le attese di politica monetaria piu' restrittiva e fa salire i rendimenti a breve. Le economie importatrici di energia tendono inoltre a soffrire maggiormente, con cali sia delle azioni sia delle obbligazioni.

Tuttavia, al di la' della portata delle fluttuazioni nel settore del petrolio e del gas, la vera questione e' la sua durata. I mercati e le economie possono assorbire un picco dei prezzi del petrolio; hanno invece piu' difficolta' a gestirne la persistenza.

Se il conflitto dovesse rivelarsi di breve durata, lo shock petrolifero potrebbe restare gestibile per economie e imprese. Ma se si protraesse - come nel caso della guerra dello Yom Kippur (1973), della rivoluzione iraniana (1979) o della prima guerra del Golfo (1990) - il quadro diventerebbe piu' critico. In genere i mercati attraversano diverse fasi.

Come mostra il grafico sopra, che traccia l'evoluzione delle azioni (S&P 500) e dei rendimenti obbligazionari (tassi USA a 2 anni) durante shock di offerta di petrolio e gas negli ultimi 70 anni, emerge un pattern ricorrente: -Settimane 1-4: i mercati azionari assorbono lo shock: le reazioni sono contrastanti.

-Settimane 5-8: iniziano a emergere crepe; il rischio al ribasso aumenta in modo significativo.

-Settimane 9-13: zona di pericolo; i cali diventano piu' frequenti e piu' persistenti.

In altre parole, il rialzo del petrolio viene inizialmente interpretato come un segnale di inflazione elevata e crescita nominale, ma con il tempo si trasforma in una tassa sulla crescita, comprimendo i margini e i redditi reali e irrigidendo le condizioni finanziarie.

I tassi seguono uno schema simile ma con un certo ritardo. I rendimenti a breve tendono a salire per primi, riflettendo aspettative di inflazione piu' elevate e una revisione in senso restrittivo delle attese di politica monetaria. Ma se lo shock persiste, la narrativa cambia. Intorno alla finestra 9-13 settimane, le preoccupazioni per la crescita tendono a prevalere e la parte corta della curva inizia a scendere, anche se il petrolio resta elevato. Quella che nasce come una storia di inflazione si trasforma gradualmente in una storia di crescita.

Oggi siamo ancora nella prima fase. Con il conflitto entrato nella quinta settimana e i prezzi del petrolio vicini ai massimi, i mercati restano nella fase inflazionistica: i rendimenti sono ancora orientati al rialzo ma potrebbero avvicinarsi al picco (iniziano a emergere movimenti di irrigidimento della curva), mentre i mercati azionari appaiono sempre piu' esposti a rischi (le azioni statunitensi stanno recuperando - o meglio scendendo - in linea con il resto del mondo).

La crescita economica e' oggi meno energivora rispetto al passato, poiche' le economie generano piu' output per unita' di energia grazie a guadagni di efficienza e a uno spostamento verso i servizi. Questo riduce la sensibilita' agli shock energetici, ma aumenti persistenti dei prezzi dell'energia continuano comunque a pesare sulla crescita comprimendo margini e redditi reali.

Una rapida risoluzione del conflitto resta uno scenario plausibile a questo stadio, anche se la probabilita' e' difficile da valutare. Non siamo ancora nella fase di distruzione della crescita - ma con il passare dei giorni ci avviciniamo a questo rischio. Negli shock di offerta petroliferi, il tempo e' il vero catalizzatore. La storia non si ripete sempre, ma i mercati si'.

* membro del Comitato Investimenti di Carmignac "Il contenuto delle notizie e delle informazioni trasmesse con il titolo "Parola al mercato" non puo' in alcun caso essere considerato una sollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma di investimento ne' raccomandazioni personalizzate a qualsiasi forma di finanziamento. Le analisi contenute nelle notizie trasmesse nella specifica rubrica sono elaborate dalla societa' a cui appartiene il soggetto espressamente indicato come autore.

L'agenzia di stampa Il Sole 24 Ore Radiocor declina ogni responsabilita' in ordine alla veridicita', accuratezza e completezza di tali analisi e invita quindi gli utenti a prendere atto con attenzione e la dovuta diligenza di quanto sopra dichiarato e rappresentato dalla societa'".

red-

(RADIOCOR) 04-04-26 14:01:22 (0289) 5 NNNN

 


Borsa Italiana non ha responsabilità per il contenuto del sito a cui sta per accedere e non ha responsabilità per le informazioni contenute.

Accedendo a questo link, Borsa Italiana non intende sollecitare acquisti o offerte in alcun paese da parte di nessuno.


Sarai automaticamente diretto al link in cinque secondi.