Capital Group: in che modo Kevin Warsh potrebbe guidare la Fed? - PAROLA AL MERCATO
di Flavio Carpenzano * (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 07 giu - Kevin Warsh si insedia al vertice della Federal Reserve in un momento complesso. L'inflazione ha registrato un rialzo in scia al conflitto Usa-Iran, i mercati del lavoro si presentano frammentati ed emergono segnali di un crescente dissenso interno alla Fed. Inoltre, elemento di rilievo, Jerome Powell, ha indicato che rimarra' all'interno del Board of Governors fino al completamento dell'indagine sulla ristrutturazione della sede della Fed. I membri del nostro team di investimento obbligazionario continuano ad attendersi una continuita' istituzionale alla Fed, il che dovrebbe limitare l'influenza politica sulla banca centrale.
Il giudizio collettivo del Federal Open Market Committee (Fomc) e il Board of Governors rimangono centrali nella definizione della politica monetaria. I Governatori ricoprono mandati sfalsati di 14 anni, strutturali deliberatamente per estendersi lungo molteplici amministrazioni presidenziali, garantendo cosi' l'isolamento dalle pressioni politiche a breve termine e limitando la misura in cui un singolo presidente possa reindirizzare unilateralmente la politica monetaria.
Sebbene i cambi al vertice possano influenzare marginalmente la comunicazione e la tolleranza al rischio, l'attuale quadro di riferimento per la politica monetaria non viene scardinato. I mercati dovrebbero concentrarsi sui fondamentali dell'economia statunitense, anziche' sulla figura del nuovo Presidente della Fed, in quanto principale fattore trainante della politica monetaria.
Un presidente della Fed orientato al taglio dei tassi assume la guida Resta sul tavolo un taglio dei tassi entro la fine dell'anno, sebbene sia soggetto a maggiori riserve. I prezzi elevati di petrolio e gas hanno dominato i titoli dei giornali, benche' le rinnovate pressioni sulle supply chain, inclusi gli effetti di secondo grado derivanti dai fattori di produzione chimici e industriali, potrebbero generare un modesto rialzo sull'indice della spesa per consumi personali (Pce) core nei prossimi mesi. Queste pressioni sui costi finiranno probabilmente per comprimere la spesa dei consumatori, rallentando la crescita.
Le probabilita' di un aumento dei tassi basate sui dati di mercato sono cresciute dall'inizio dell'anno, ma appaiono sovrastimate rispetto ai fondamentali di fondo. Un ciclo prolungato di rialzo dei tassi richiederebbe probabilmente una spinta inflazionistica piu' persistente, potenzialmente guidata da una combinazione di domanda solida, mercati del lavoro in contrazione e un'accelerazione significativa della crescita salariale, tale da mettere in discussione l'attuale visione di un'inflazione di fondo contenuta.
Anche in tale contesto, il nostro team dedicato ai tassi considera la probabilita' di questo esito come un rischio di coda, piu' vicino al 10% rispetto ai livelli piu' elevati impliciti nei mercati delle opzioni, rafforzando l'opportunita' di mantenere un'esposizione alla duration. Al contempo, i progressi sull'inflazione restano frammentati.
L'indice Pce core era gia' persistente sopra il 3% prima del conflitto Usa-Iran e le pressioni di fondo rimangono un elemento centrale di attenzione per il Fomc. Se l'ipotesi che gli shock sul lato dell'offerta svaniscano senza impattare sui salari o sull'inflazione generale si rivelasse errata, la capacita' della Fed di rimanere paziente potrebbe essere messa a dura prova. Fino ad allora, la politica monetaria rimarra' probabilmente legata ai dati, con un orientamento favorevole all'allentamento non appena si sara' consolidata una sufficiente fiducia nella disinflazione.
* Asset Class Lead Fixed Income, Europe e Asia di Capital Group.
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(RADIOCOR) 07-06-26 17:50:00 (0381) 5 NNNN