BNPP AM: shock petrolifero significa inflazione e volatilita' - PAROLA AL MERCATO -2-
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 22 mar - Una rapida riduzione delle tensioni di mercato potrebbe far emergere nuove opportunita' di investimento. Il mercato del credito ha mostrato finora una buona tenuta. Gli spread si sono allargati, ma negli Usa e nell'area euro - sia nel segmento investment grade sia in quello high yield - restano in linea con i livelli massimi registrati nel quarto trimestre del 2025.
Recentemente negli Stati Uniti si e' registrata una giornata record di emissioni di obbligazioni societarie, assorbite rapidamente dagli investitori e, nonostante alcune notizie negative sul credito privato, non ci sono segnali di un calo della domanda per titoli investment grade di buona qualita'.
Nel segmento high yield, piu' vicino al mondo del private credit per livello di leva finanziaria ed esposizione alle aziende di medie dimensioni, i fattori tecnici restano positivi. I pagamenti delle cedole agli investitori tendono infatti a superare il volume delle nuove emissioni, sostenendo il mercato attraverso il reinvestimento.
Nel breve periodo, tuttavia, l'aumento dei tassi potrebbe penalizzare i rendimenti obbligazionari. Strumenti con minore esposizione alla volatilita' dei tassi, con spread piu' elevati e con protezione dall'inflazione potrebbero offrire una difesa temporanea.
Il petrolio deve tornare a circolare Scrivere analisi di mercato in momenti come questi significa inevitabilmente confrontarsi con un alto grado di incertezza.
Nessuno sa come evolveranno gli eventi nei prossimi giorni o settimane. Ma una cosa appare evidente: la tensione deriva dall'interruzione di un punto geografico relativamente piccolo, ma cruciale per l'economia mondiale. Se il passaggio nello Stretto di Hormuz potra' essere garantito - obiettivo che sembra rientrare tra le priorita' delle forze militari statunitensi - la tensione sui mercati dovrebbe ridursi.
Anche una diminuzione degli attacchi a porti, raffinerie, depositi e impianti di produzione contribuirebbe a stabilizzare la situazione.
Guardando al quadro piu' ampio, gli investitori devono interrogarsi su due questioni. La prima riguarda il breve periodo: cosa accadrebbe se il conflitto si prolungasse per diverse settimane, con una riduzione persistente dell'offerta globale di petrolio e gas? La seconda e' piu' strutturale: questo conflitto rappresenta un segnale di rischio geopolitico destinato a rimanere piu' elevato nel tempo? Un mondo caratterizzato da competizione per risorse scarse, controllo delle rotte commerciali e nuove alleanze geopolitiche, insieme alla crescente domanda di energia legata allo sviluppo dell'intelligenza artificiale, potrebbe portare a premi per il rischio inflazionistico piu' elevati e a una maggiore volatilita' dei tassi.
Tensioni nelle relazioni internazionali, un maggiore ricorso alla forza militare, politiche commerciali piu' protezionistiche e cambiamenti nei flussi di capitale potrebbero tradursi in inflazione piu' alta e crescita economica piu' debole.
Questo non significa tornare agli anni '70. Ma potrebbe costringere gli investitori a riflettere su come i rischi geopolitici influenzino l'allocazione di lungo periodo degli investimenti, tra classi di attivo, profilo di liquidita' ed esposizione geografica.
*Chief Investment Officer AXA IM Core, BNPP AM "Il contenuto delle notizie e delle informazioni trasmesse con il titolo "Parola al mercato" non puo' in alcun caso essere considerato una sollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma di investimento ne' raccomandazioni personalizzate a qualsiasi forma di finanziamento. Le analisi contenute nelle notizie trasmesse nella specifica rubrica sono elaborate dalla societa' a cui appartiene il soggetto espressamente indicato come autore.
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(RADIOCOR) 22-03-26 13:07:23 (0202) 5 NNNN