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Axa IM / BNPP AM: view from the markets, la gestione del portafoglio in tempi turbolenti - PAROLA AL MERCATO

di Chris Iggo * (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 04 apr - Dallo scoppio del conflitto in Medio Oriente, le perdite di mercato sono rimaste contenute - almeno finora. Tuttavia, basterebbero nuovi peggioramenti della crisi per azzerare i guadagni messi a segno dai mercati dall'inizio dell'anno. In questo contesto, pazienza e approccio prudente portano a privilegiare liquidita', strumenti con duration breve e asset indicizzati all'inflazione come possibile strategia tattica, almeno fino a quando l'incertezza legata al conflitto non si sara' attenuata.

Un ventaglio di possibili scenari Gli investitori continuano a fare i conti con il rischio di un'ulteriore escalation del conflitto in Medio Oriente. Gli sviluppi piu' recenti, pero', segnalano la possibilita' di un cessate il fuoco, che potrebbe alleviare le tensioni sui mercati petroliferi.

Nonostante le tensioni delle ultime settimane, nella maggior parte dei casi le correzioni sono rimaste contenute. Tra i principali listini azionari, solo il Kospi coreano e l'indice Msci Emerging Markets registrato ribassi superiori al 10% rispetto ai massimi recenti.

Resta inoltre aperto uno scenario in cui i mercati sarebbero costretti a incorporare un ulteriore inasprimento della politica monetaria, se le Banche Centrali decidessero di intervenire per contrastare il rischio di un'inflazione a breve termine piu' persistente.

Il percorso dei tassi rimane tuttavia incerto e, per certi versi, potrebbero aver gia' fatto una parte del lavoro al posto delle banche centrali: dall'inizio del conflitto, i rendimenti obbligazionari sono saliti, mentre i mercati azionari sono scesi in modo significativo.

La visibilita' sui possibili scenari nelle prossime settimane e' necessariamente limitata, rendendo complesse le decisioni di investimento. Anche il timing e le caratteristiche del punto di uscita ottimale restano incerti.

Caccia al valore I mercati si sono mossi abbastanza da offrire opportunita' di valore? E' possibile che i mercati siano troppo pessimisti sull'andamento dei tassi, nonostante il tono piu' aggressivo delle banche centrali.

L'inflazione e' destinata a salire, tuttavia, in uno scenario di de-escalation, i prezzi del petrolio dovrebbero ridursi e, sebbene i costi energetici restino complessivamente elevati, il loro impatto sui prezzi al consumo potrebbe essere contenuto in termini di intensita' e durata.

Alla luce dei livelli gia' elevati dei tassi forward, e' legittimo interrogarsi sulla necessita' di ulteriori interventi da parte delle Banche Centrali. Se si ritiene che non siano necessari, le obbligazioni a breve scadenza appaiono interessanti: i Treasury Usa a due anni rendono il 3,93%; in Europa i rendimenti variano dal 2,68% della Germania a quasi il 3% dell'Italia; nel Regno Unito, i Gilt a due anni rendono il 4,5%.

E' difficile sostenere che i tassi possano salire oltre quanto gia' prezzato. Se a questo si aggiunge l'ampliamento degli spread creditizi di 15-20 punti base dal 27 febbraio, il credito investment grade a breve duration appare interessante - e l'high yield forse ancora di piu'.

In questo contesto, gli investitori potrebbero inoltre valutare strumenti a tasso variabile. Allo stesso tempo, l'aumento degli indici dei prezzi al consumo, nei prossimi mesi, dovrebbe sostenere i rendimenti delle strategie obbligazionarie indicizzate all'inflazione short duration.

* chief investment Officer Axa IM Core, Bnpp AM.

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(RADIOCOR) 04-04-26 14:07:00 (0291) 5 NNNN

 


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