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Wellington Management: l'Europa e il conflitto in Iran, 4 considerazioni per gli investitori - PAROLA AL MERCATO -2-

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 2 mag - Quali sono le implicazioni per il cambiamento di regime in Europa? Tranne che per gli scenari piu' estremi, non riteniamo che questo shock dell'offerta modifichi in modo sostanziale il percorso del cambiamento di regime in Europa. Semmai, la chiusura dello Stretto di Hormuz e' un ulteriore e pressante promemoria del fatto che l'Europa deve ridurre con urgenza la propria dipendenza da fattori esterni, che si tratti delle importazioni di energia, dell'egida difensiva degli Stati Uniti o della volonta' della Cina di acquistare i beni di fascia alta della regione.

Di conseguenza, riteniamo probabile che il conflitto riacceleri la transizione dell'Europa da un modello economico internazionale basato sulle esportazioni a un'economia piu' focalizzata sul mercato interno.

Stiamo gia' assistendo ai segnali di questa accelerazione, sostenuta da un crescente pragmatismo all'interno dell'Unione europea (UE), in particolare da parte della Germania.

Anziche' ostacolare le riforme, la Germania sta ora cercando di assumere un ruolo di guida, insieme a un gruppo piu' ristretto di Stati membri, in settori chiave come l'eliminazione delle barriere commerciali all'interno dell'UE, la creazione di un mercato dei capitali unificato e l'istituzione di un approvvigionamento energetico piu' stabile e sicuro.

A sua volta, questo cambio di regime in corso sta creando ulteriori opportunita' di investimento in settori quali: - Infrastrutture. Dopo l'invasione russa dell'Ucraina, l'Europa ha adottato misure significative per diversificare il proprio approvvigionamento energetico. Tuttavia, questo shock sull'offerta evidenzia che, oltre a diversificare le fonti di approvvigionamento, l'Europa deve ridurre la sua dipendenza dalle importazioni di energia. Cio' significa accelerare ulteriormente gli investimenti nelle energie rinnovabili e migliorare sia la capacita' di stoccaggio che l'interconnettivita' della rete europea, in modo che l'energia in eccesso possa essere facilmente reindirizzata dove e' piu' necessaria.

- Difesa. E' probabile che l'attuale conflitto fornisca un ulteriore impulso all'aumento delle capacita' di difesa europee, in particolare in aree come la produzione di droni e intercettori di missili e le tecnologie avanzate basate sull'intelligenza artificiale.

Quale sara' la reazione delle autorita' monetarie? Questa crisi pone le banche centrali di fronte a un difficile dilemma. Aumentare i tassi troppo presto potrebbe aggravare un'eventuale recessione. D'altro canto, attendere troppo a lungo potrebbe far decadere le aspettative di inflazione e, in ultima analisi, rendere necessari ulteriori aumenti dei tassi. I responsabili politici europei si trovano ad affrontare un contesto particolarmente difficile, caratterizzato da una fiducia delle imprese e dei consumatori ancora fragile, dal deterioramento della competitivita' e dai vincoli che gravano sulle finanze pubbliche.

I tempi e l'entita' dell'aumento dei tassi da parte delle banche centrali dipendono dall'intensita' e dalla durata del conflitto, dall'entita' della risposta di bilancio, volta ad alleviare la pressione su consumatori e imprese, e dal conseguente impatto sulla crescita e sull'occupazione. I responsabili politici dovranno inoltre far fronte alle crescenti preoccupazioni relative alla sostenibilita' del debito e alle potenziali pressioni politiche, in un momento in cui le aspettative di inflazione rischiano di perdere il loro ancoraggio, in particolare nel Regno Unito. Allo stesso tempo, possiamo aspettarci una maggiore divergenza tra le politiche, poiche' le conseguenze del conflitto variano a seconda dei Paesi della regione. La nostra previsione e' che, inizialmente, la Banca centrale europea abbia maggiori probabilita' di agire piu' rapidamente e in modo piu' incisivo rispetto alla Bank of England, data la sua attenzione piu' specifica all'inflazione e le lezioni apprese dall'avvio relativamente tardivo del ciclo di rialzo dei tassi nel 2022.

Qual e' la situazione rispetto alla rivoluzione dell'IA? Oltre alla frammentazione dell'ordine geopolitico mondiale, l'IA e' probabilmente il principale fattore di sconvolgimento a livello globale. Anche in questo caso, l'Europa sembra essere in svantaggio, poiche' non dispone dei principali fattori abilitanti dell'IA e della tecnologia che hanno guidato gran parte della crescita degli Stati Uniti.

Tuttavia, la rivoluzione dell'IA potrebbe essere meno dannosa per l'Europa rispetto a questo shock dell'offerta, poiche' la prossima fase di sviluppo dell'IA non riguardera' solo chi crea la tecnologia, ma anche chi la utilizza in modo efficace. Il divario tra l'Europa e gli Stati Uniti nell'adozione degli strumenti di IA e' tutt'altro che insormontabile, dal momento che diversi Paesi europei figurano tra i principali utilizzatori di IA a livello mondiale.

Molte imprese europee sono grandi operatori consolidati, con dati, scala e basi di clienti consolidate che possono essere valorizzate. Per queste imprese, l'IA riguarda meno la discontinuita' e piu' il miglioramento dell'efficienza, la riduzione dei costi e il sostegno ai margini. L'Europa dispone inoltre di molti titoli HALO (Heavy Assets, Low Obsolescence), come le societa' di servizi pubblici e di telecomunicazioni, che sono alla base di gran parte delle infrastrutture critiche della regione.

Nel complesso, cio' suggerisce che l'area potrebbe essere meno vulnerabile alla distruzione di posti di lavoro su larga scala che l'IA potrebbe causare nel breve termine. Sebbene l'eventuale impatto macroeconomico dell'IA sia difficile da valutare, l'Europa ha ora una chiara opportunita' di aumentare la propria produttivita'2 e di mitigare, in parte, i danni che un conflitto potenzialmente di lunga durata in Medio Oriente potrebbe causare.

Implicazioni per gli investitori Considerando la potenziale dicotomia degli esiti della guerra tra Stati Uniti e Iran (una cessazione a breve termine o un conflitto prolungato) e le implicazioni molto diverse per le economie, i settori e i titoli europei, raccomandiamo una maggiore selettivita' e diversificazione. A nostro avviso, sussiste il rischio che le banche centrali europee debbano aumentare i tassi piu' di quanto previsto dai mercati, il che potrebbe essere una fonte di instabilita' a breve termine. Ci attendiamo inoltre una crescente attenzione alla sostenibilita' del debito, in considerazione dell'aumento dei costi del servizio del debito e del probabile sostegno fiscale a favore di consumatori e imprese. Stiamo inoltre monitorando con attenzione qualsiasi rischio politico che possa far deragliare lo slancio riformista dell'Europa.

Nel medio termine, prevediamo che proseguira' la rotazione del mercato europeo dai titoli internazionali growth di grandi dimensioni ai titoli value nazionali, comprese le banche e le azioni small e mid cap, ma potrebbero verificarsi contrazioni a breve termine, poiche' i prezzi degli asset non riflettono ancora pienamente il peggioramento delle prospettive economiche. Intravediamo opportunita' a breve termine in settori come i servizi di pubblica utilita', le energie rinnovabili e altri tipi di infrastrutture legate all'aumento della sicurezza energetica e alla digitalizzazione.

Conclusioni La guerra tra Stati Uniti e Iran rappresenta uno shock sempre piu' significativo per l'offerta in Europa, ma in ultima analisi potrebbe accelerare il cambiamento di regime in atto.

Pertanto, manteniamo la nostra visione strutturalmente positiva sugli asset europei, seppur con una maggiore attenzione alla diversificazione e alla selettivita'. Siamo inoltre incoraggiati dai segnali che indicano che l'Europa potrebbe trovarsi in una posizione piu' favorevole per la prossima fase dell'IA, in quanto quest'ultima potrebbe fornire alla regione il tanto necessario impulso alla produttivita' e innescare un circolo virtuoso di opportunita' nel lungo periodo.

*Macro Strategist di Wellington Management "Il contenuto delle notizie e delle informazioni trasmesse con il titolo "Parola al mercato" non puo' in alcun caso essere considerato una sollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma di investimento ne' raccomandazioni personalizzate a qualsiasi forma di finanziamento. Le analisi contenute nelle notizie trasmesse nella specifica rubrica sono elaborate dalla societa' a cui appartiene il soggetto espressamente indicato come autore.

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(RADIOCOR) 02-05-26 15:07:20 (0261) 5 NNNN

 


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