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Vertice Ue: scampato il peggio ora prevale la prudenza, con Usa rapporti 'volatili' - FOCUS

Dopo ritiro dazi Trump e avvio negoziati Groenlandia (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Bruxelles, 22 gen - La decisione che prenderanno questa sera i 27 leader europei e' che non ci sono decisioni da prendere. Non e' un gioco paradossale, soltanto la certificazione che la retromarcia di Trump sulla Groenlandia, rispetto alla minaccia di intervenire militarmente e contemporaneamente colpire con dazi aggiuntivi gli otto paesi europei che hanno mandato la' un pugno di militari per una esercitazione e per solidarieta', ha semplicemente cambiato il terreno di gioco tra Ue e Stati Uniti. Di conseguenza, mentre vengono riposte speranze sul negoziato avviato tra Usa, Groenlandia/Danimarca e Nato (come si sa sotto egida americana), le tensioni si sono per il momento placate. Che non riacutizzeranno e' da vedere.

La parola d'ordine della gran parte dei governi della Ue (resta per conto suo il premier ungherese Orban) e' 'vigilanza'. 'Tutti ritengono che la strada aperta sulla quale procederanno Usa, Danimarca e Nato per un negoziato e' una soluzione benvenuta, ma si ritiene anche sia necessario mantenere unita' di intenti, solidarieta' piena con la Danimarca e vigilanza, tre fattori che hanno funzionato in questa vicenda'. Di vigilanza parla apertamente Macron.

Perche' di Trump non ci si fida piu'. Uno dei termini che nelle ultime ore circola con maggior insistenza tra i diplomatici coinvolti nella preparazione della riunione straordinaria del Consiglio europeo, e' 'new normal', la nuova normalita' nelle relazioni tra Ue e Stati Uniti, all'insegna dell'imprevedibilita', degli accordi raggiunti e subito dopo messi in discussione da nuove decisioni unilaterali, della divisione della Ue tra governi/leader amici e nemici, dell'uso dei dazi e ritorsioni economiche come una clava per ottenere modifiche delle politiche europee (lampante il caso dei persistenti attacchi alle regole Ue del settore digitale) o per poter annettere la Groenlandia. Che strategia seguire per fronteggiare questa situazione che non e' passeggera? Ecco il dilemma per il quale si cerca una risposta convergente.

C'e' massima prudenza sui contenuti delle discussioni che ci saranno sulla Groenlandia. La Ue in quanto tale non vi partecipera' e non parteciperanno (almeno direttamente) neppure i leader nazionali. 'E' in ballo una questione di sovranita' nazionale, la Ue sostiene pienamente la Danimarca, ci siamo nella misura in cui la Danimarca vuole che noi ci siamo', indica un alto funzionario europeo coinvolto nelle discussioni di queste ore.

Il vertice di stasera era stato convocato d'urgenza per predisporsi ad attivare dal 7 febbraio controdazi per 93 miliardi di euro, gia' pronti dall'epoca del primo grande scontro commerciale l'anno scorso e sospesi fino al 6 febbraio dopo l'accordo raggiunto a fine luglio. Poi una quasi via libera 'politico' all'uso dello strumento anti-coercizione che permette alla Ue di far scattare una varieta' di restrizioni economiche a danno delle imprese americane (si va da misure sulle importazioni nella Ue a restrizioni sui diritti di proprieta' intellettuale a restrizioni per i servizi digitali (questo in teoria giacche' in quest'ultimo settore la Ue e' completamente dipendente dai gruppi tecnologici americani). Non accadra' nulla di tutto questo perche' Trump ha fatto retromarcia. 'Ora e' il momento di capire come evolve la discussione sulla Groenlandia, da un lato, e come evolvono le discussioni tra Ue e Usa sulle partite aperte, che si chiamano sempre commercio per l'applicazione dell'intesa di luglio sui dazi, sicurezza continentale e, naturalmente Ucraina', indica un diplomatico europeo. Soprattutto occorre che i Ventisette chiariscano come ci si deve attrezzare alla 'volatilita' permanente' delle relazioni con gli Stati Uniti. 'Trump ha fatto un passo indietro, ma non ci sara' un ritorno al passato, alle relazioni di un tempo'. Imprevedibilita' e direzione anti Ue delle scelte di Trump dureranno a lungo. Un diplomatico europeo sintetizza cosi' fase attuale: 'Mentre per tutto l'anno scorso l'obiettivo europeo e' stato stabilizzare la situazione, con una buona dose di 'appeasement', di pacificazione, di cui e' figlio l'accordo di luglio sui dazi che li ha aumentati in linea generale del 15% a danno della Ue, quest'anno siamo entrati nell'era degli ex alleati ridotti a vassalli con pretese predatorie sulla sovranita' di territori europei. E' questo salto di qualita' che alla fine sul caso Groenlandia/dazi ha fatto convergere la grande maggioranza dei 27 non piu' solo sulla pura e semplice difesa della sovranita' sul territorio europeo, ma anche alla dichiarazione rapida, netta e unitaria che, se dalle minacce Trump fosse passato all'azione concreta, la Ue avrebbe usato tutti gli strumenti esistenti per difendersi'. Nonostante le differenze di visione e schieramento politico che esistono tra i leader europei, questa convergenza viene ritenuto una base di partenza dalla quale non si vorrebbe tornare indietro. Per questo viene oggi abbondantemente enfatizzata. E' una visione forse troppo ottimistica, ma oggi - almeno nei piani alti della Ue - se ne vuole fare una leva per il futuro.

Antonio Pollio Salimbeni - Aps

(RADIOCOR) 22-01-26 19:08:48 (0693) 5 NNNN

 


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