Vertice Ue: fari su negoziato per Groenlandia, ok attuazione intesa con Mercosur - FOCUS
Le conclusioni dei 27, grande prudenza su evoluzione rapporti con Usa (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Bruxelles, 23 gen - Vedere le carte, cioe' verificare come si evolve il negoziato Usa-Groenlandia/Danimarca-Nato sulla presenza militare americana in Groenlandia; bocce ferme sulle contromisure europee contro le esportazioni Usa nella Ue come conseguenza della retromarcia di Trump sui dazi aggiuntivi verso gli otto paesi europei coinvolti nelle esercitazioni militari in Groenlandia; discussioni con gli Usa per attuare l'accordo commerciale di luglio; pronti a collaborare con gli Usa per il 'board' della pace a Gaza, ma sul piano di Trump restano 'seri dubbi' sia politici che giuridici che per ora impediscono la partecipazione europea (solo il leader ungherese Orban ha dato il suo assenso all'operazione Trump).
Infine, invito del Consiglio europeo alla Commissione a mettere in pratica la decisione gia' presa la scorsa settimana di attuare l'applicazione provvisoria dell'accordo commerciale Ue-Mercosur anche se il Parlamento europeo ha chiesto alla Corte di giustizia di verificarne la compatibilita' con i trattati Ue. Cio' significa che la Commissione procedera' all'attuazione provvisoria dell'intesa non appena uno dei paesi del Mercosur ne avra' ultimato l'approvazione. Queste le conclusioni della riunione dei Ventisette.
Non c'e' stata una dichiarazione finale del vertice Ue e la sintesi della discussione e' stata presentata dal presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen. Sono state confermate le linee emerse gia' nel tardo pomeriggio di ieri: soddisfazione per la retromarcia di Trump (non parla piu' di uso della forza per controllare la Groenlandia e ha ritirato la decisione sui dazi punitivi verso gli 8 paesi europei), ma grande prudenza sul futuro delle relazioni con gli Stati Uniti vista l'estrema volatilita' delle politiche presidenziali. Come dire: i rischi di precipitare di nuovo nello scontro sono dietro l'angolo.
Per la prima volta il termine coercizione viene utilizzato chiaramente in riferimento alle politiche americane verso l'Europa e questo e' un segno dei tempi: Costa ha detto alla stampa che 'l'obiettivo rimane l'effettiva stabilizzazione delle relazioni commerciali tra Unione Europea e Stati Uniti.
Nello stesso tempo, l'Unione Europea continuera' a difendere i propri interessi e difendera' se' stessa, i suoi Stati membri, i suoi cittadini e le sue aziende da qualsiasi forma di coercizione. Ha il potere e gli strumenti per farlo e lo fara' se e quando necessario'. Di conseguenza, le contromisure restano sul tavolo come strumento per reagire nel caso riprendesse la guerra commerciale punitiva di Trump.
Non sono chiari i contenuti del piano di cui si discute per la Groenlandia: da un lato si prevede un aumento della presenza della Nato nell'Artico per impedire a Russia e Cina di appropriarsi delle risorse minerarie; dall'altro lato non sono chiari i termini della presenza americana in Groenlandia rispetto alla pretesa di Trump di aggiudicarsi un diritto sovrano di controllo e di trarre il massimo profitto nello sfruttamento delle risorse della piu' grande isola non continentale del mondo.
C'e' avarizia di informazioni sui dettagli e lo stesso premier groenlandese ha indicato ieri di non conoscerli mentre la premier danese Mette Frederiksen ha centrato le sue dichiarazioni sostanzialmente solo sull'intesa a rafforzare la presenza Nato e sulle discussioni per rinnovare l'accordo di sicurezza Groenlandia-Usa che risale al 1951, confermando l'indisponibilita' a cedere territori.
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