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Ue: Macron e Scholz puntano a prodotto di risparmio comune europeo - FOCUS -2-

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Bruxelles, 28 mag - L'urgenza e' perfino ovvia: ne' gli stati, troppo indebitati, ne' le banche sono in grado di finanziare la massa enorme di investimenti necessari per la doppia transizione energetica e digitale piu' la difesa europea (piu' o meno 800 miliardi l'anno per molti anni). Reperire fondi sul mercato puntando a imprese e risparmiatori e' una necessita'. In un articolo comparso oggi sul Financial Times, Macron e Scholz hanno scritto: 'Dobbiamo sfruttare appieno il potenziale dei nostri mercati dei capitali. Troppe aziende che cercano di finanziare la propria crescita si rivolgono all'altra sponda dell'Atlantico. Troppi risparmi europei vengono investiti all'estero anziche' nelle start-up e scale-up piu' promettenti d'Europa. Per mobilitare gli investimenti necessari dobbiamo prendere sul serio un mercato finanziario europeo veramente integrato con l'unione bancaria e dei mercati dei capitali al centro, affrontando la frammentazione e garantendo la competitivita' globale del settore finanziario europeo'.

Di qui la conferma della 'ricetta' gia' indicata dai Ventisette ad aprile: mercato europeo delle cartolarizzazioni, convergenza della vigilanza dei mercati dei capitali, armonizzazione degli aspetti rilevanti delle norme sull'insolvenza societaria e diritto fiscale.

Macron e Scholz, due leader in patria accomunati da una debolezza politica che li vede entrambi a corto di consensi, ma che purtuttavia resteranno alla guida dei loro paesi ben oltre la scadenza del voto europeo, rilanciano un programma comune in termini molto generali ma non per questo meno significativi, all'insegna dell'Europa 'piu' sovrana'. Il che implica nella loro visione per nulla sovranista. Questi i macrotemi: rafforzare la competitivita' 'rendendo pero' un successo il Green Deal' e non rinunciando a fare della Ue il primo continente climaticamente neutro; piu' parita' di condizioni nel mercato e meno burocrazia; sostegno politica industriale sfruttando gli strumenti Ue esistenti e 'modernizzando le regole di concorrenza in vista della competitivita' globale' (critica alla gestione della Concorrenza sotto von der Leyen); politica commerciale 'aperta', fatta di difesa delle condizioni di parita' sostenendo il sistema commerciale multilaterale e la concorrenza leale. E poi, un bilancio Ue piu' sostanzioso (ora e' pari a cica l'1% del pil dell'Unione). Nessuna parola, pero', su nuovi strumenti finanziari comuni proseguendo il modello del Recovery Fund. Macron piu' volte si e' pronunciato a favore dell'emissione di debito comune per progetti comuni, Scholz si mantiene alla larga da una tale prospettiva, sopratutto prima di elezioni.

Antonio Pollio Salimbeni - Aps

(RADIOCOR) 28-05-24 19:56:00 (0690) 5 NNNN

 


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