Ue: domani via a consultazione su nuova linea su fusioni per creare 'campioni' europei -2-
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Bruxelles, 29 apr - Che la questione della maggiore flessibilita' sulle regole per le fusioni in vista di creare una maggiore 'scala' in settori decisivi dell'economia europea, a partire dalle telecomunicazioni, sia tema molto controverso nella Ue e' stato confermato anche recentemente quando la stessa commissaria alla concorrenza Ribera ha sostenuto parlando con la stampa che le operazioni di fusioni tra imprese 'non possono essere considerate sostitutive dell'integrazione di mercato'. Come dire che per esempio nel settore delle tlc il salto di qualita' dei gruppi europei dipende innanzitutto - o piu' che altro - dalla frammentazione del mercato continentale rispetto al peso delle norme Ue che regolano le concentrazioni. Dal punto di vista della concorrenza si tratta, dunque, di essere certi dei vantaggi futuri in termini di capacita' tecnologica e di investimento, non solo di tutela del diritto dei consumatori ad avere servizi a prezzi concorrenziali.
Nel rapporto sulla competitivita' Mario Draghi aveva insistito sulla necessita' di facilitare il consolidamento del settore delle telecomunicazioni per ottenere tassi di investimento piu' elevati nella connettivita'. Il rapporto raccomandava di definire i mercati tlc a livello della Ue e non a livello degli Stati membri, di pesare di piu' gli impegni in materia di innovazione e investimenti nell'autorizzazione delle fusioni e di ridurre la regolamentazione ex ante a livello nazionale a favore di un'applicazione ex post per la concorrenza nei casi di abuso di posizione dominante.
Tra le novita' rilevanti dell'impostazione comunitaria ci sarebbe anche l'attribuzione di un certo peso alla capacita' dei gruppi originati da una fusione di fronteggiare choc dell'offerta non solo seguendo il classico approccio ancorato al livello di concorrenza nel settore di mercato. Dunque, si andrebbe oltre l'attribuzione di un peso specifico alle conseguenze sull'innovazione. Questa e' l'impostazione fatta propria dalla presidente von der Leyen, che si e' espressa a favore dell'introduzione del concetto di 'resilienza' tra i parametri di riferimento per valutare in futuro le fusioni in linea con la strategia di autonomia strategica della Ue, che si fonda in definitiva sulla capacita' dell'industria di reggere gli choc globali. Ribera si e' espressa a favore di un'accezione limitata della prova di resilienza parlando di fusioni che creano un'alternativa industriale europea o la rafforzano a fronte di fornitori non Ue. L'obiettivo dell'operazione, in sostanza, e' riunificare i fattori di una fusione, cioe' dimensioni dell'impresa che viene creata, innovazione, investimenti e resilienza, tutti considerati fattori pro concorrenza.
I cinque governi Ue (Estonia, Finlandia, Irlanda, Repubblica Ceca e Lettonia) hanno rilevato come 'la forza globale dell'Europa derivi da mercati interni aperti e contendibili, non da aziende a cui e' stato permesso di concentrare i mercati nazionali o della Ue a scapito della concorrenza".
Antonio Pollio Salimbeni - Aps
(RADIOCOR) 29-04-26 17:01:31 (0622) 5 NNNN