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Ue: Commissione, crescita supera le aspettative, ma ci sono rischi di peggioramento -2-

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Bruxelles, 17 nov - Gli ultimi indicatori aziendali e i dati delle indagini indicano un impulso positivo duraturo nei prossimi trimestri. Guardando al futuro, dice la Commissione europea, il contesto globale rimane difficile, ma un mercato del lavoro resiliente, il miglioramento del potere d'acquisto e condizioni di finanziamento favorevoli sono destinati a sostenere una moderata crescita economica. Inoltre, il Recovery and Resilience Facility e altri fondi Ue 'stanno attenuando l'effetto del risanamento di bilancio in diversi Stati membri'. Si tratta di un sostegno che corrobora la domanda interna, che dovrebbe essere il principale motore della crescita. I consumi privati cresceranno costantemente sostenuti anche da un graduale calo del tasso di risparmio.

Gli investimenti dovrebbero riprendere slancio, trainati principalmente dall'edilizia non residenziale e dalla spesa in conto capitale per attrezzature.

Viene ribadito il giudizio positivo sull'accordo per i dazi con gli Usa: anche se l'economia europea 'fortemente aperta rimane suscettibile alle attuali restrizioni commerciali, gli accordi commerciali raggiunti tra gli Stati Uniti e i suoi partner commerciali, tra cui la Ue, hanno attenuato alcune delle incertezze che avevano offuscato le previsioni di primavera'. Certo e' che a livello globale 'le barriere commerciali hanno raggiunto massimi storici e la Ue si trova ora ad affrontare dazi medi sulle esportazioni verso gli Stati Uniti piu' elevati di quanto ipotizzato nelle previsioni di primavera 2025. Ciononostante, i dazi sulle esportazioni della Ue rimangono inferiori a quelli applicati a diversi altri importanti attori globali e questo rappresenta un modesto vantaggio relativo per l'economia Ue, sebbene in un contesto di debole commercio mondiale di beni e di un euro forte che modera la domanda estera'.

L'inflazione nell'area dell'euro e' stata leggermente rivista al rialzo rispetto alle previsioni di primavera e si prevede ora che scenda dal 2,4% nel 2024 per raggiungere l'obiettivo della Bce del 2% nel 2027. Le tendenze variano a seconda delle componenti, con cali nell'inflazione dei servizi e dei prodotti alimentari controbilanciati dall'aumento dell'inflazione dei beni energetici.

L'intensificarsi delle pressioni competitive derivanti dalle importazioni e l'apprezzamento dell'euro 'dovrebbero frenare l'inflazione nei beni non energetici'. Si prevede che l'inflazione complessiva nella Ue sara' leggermente superiore a quella dell'area dell'euro, con un graduale calo dal 2,6% nel 2024 al 2,2% nel 2027. Tale previsione presuppone che il nuovo sistema di scambio di quote di emissione dell'UE (Ets2) entri in vigore nel 2027, come previsto dalla legge.

Aps.

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