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UBP: Con la tregua, possibile rialzo dell'EUR/USD - PAROLA AL MERCATO

di Peter Kinsella* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 11 apr - L'annuncio del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran ha avuto diverse ripercussioni sul fronte valutario. In primo luogo, il cambio EUR/USD e' salito a livelli intorno a 1,17, sulla scia di un modesto relief rally. In secondo luogo, le aspettative di un aumento dei tassi da parte della BCE sono diminuite, tanto che i mercati hanno ora scontato un rialzo di soli 40 punti base entro la fine dell'anno. In terzo luogo, gli spread a due anni si sono mossi a sfavore dell'euro, riflettendo il calo delle aspettative sui tagli della BCE.

La presidente della BCE Lagarde ha dichiarato che la BCE e' pronta ad agire se necessario (per aumentare i tassi); tuttavia, i recenti sviluppi suggeriscono che dovrebbe adottare un approccio piu' prudente e guardare oltre i primi aumenti dei prezzi indotti dal settore energetico per determinare in che misura crescera' l'inflazione generata a livello interno. Cio' diventera' chiaro solo nei prossimi mesi, il che significa che le aspettative di un immediato aumento dei tassi potrebbero non essere soddisfatte.

Il modesto calo dei prezzi del petrolio registrato dall'annuncio del cessate il fuoco riduce la pressione sulla BCE affinche' intervenga nel breve termine, eliminando cosi' lo slancio al rialzo per i tassi di cambio dell'euro. Abbiamo rivisto al rialzo le nostre previsioni sul prezzo del petrolio, ipotizzando una media di circa 100 dollari al barile per il resto del 2026. Il forte aumento del prezzo del petrolio dovrebbe determinare un calo della bilancia commerciale dell'Eurozona.

Ipotizzando un prezzo medio di circa 100 dollari al barile e una domanda giornaliera anelastica di circa 8,7 milioni di barili al giorno, cio' e' coerente con una riduzione della bilancia commerciale dell'Eurozona dell'ordine di 100 miliardi di dollari nel resto dell'anno, pari a circa lo 0,4% del PIL dell'Eurozona. Si osserva che nel corso del 2022 la bilancia commerciale dell'Eurozona ha subito un crollo sotto il peso di un prolungato periodo di prezzi elevati del petrolio e del gas.

Il forte calo della bilancia commerciale e delle partite correnti dell'Eurozona ha determinato un calo del cambio EUR/USD da livelli di 1,15 a minimi di poco superiori a 0,95 - sebbene si osservi che in quel periodo la Federal Reserve stava aumentando i tassi, a differenza dell'attuale orientamento che prevede il mantenimento dei tassi invariati.

La nostra ipotesi di un aumento dei prezzi del petrolio implica che l'avanzo commerciale dell'Eurozona dovrebbe diminuire; tuttavia, cio' dovrebbe tradursi solo in un avanzo di entita' inferiore e non in un deficit come nel 2022. Cio' significa che, questa volta, e' meno probabile un calo significativo del cambio EUR/USD rispetto ai livelli attuali.

Prima dell'annuncio del cessate il fuoco, avevamo ipotizzato un potenziale calo del cambio EUR/USD fino a livelli pari a 1,10. Il cessate il fuoco implica che gli scenari peggiori non dovrebbero ormai concretizzarsi e, di conseguenza, siamo tornati alla nostra previsione iniziale di un graduale rialzo del cambio EUR/USD. Non prevediamo un rialzo fino a livelli di 1,24, come avevamo ipotizzato in precedenza, alla luce dell'aumento delle nostre stime sul prezzo del petrolio e dei relativi impatti sulle dinamiche della bilancia commerciale dell'Eurozona *Head of Investment Services UK, Union Bancaire Prive'e (UBP).

Red-

(RADIOCOR) 11-04-26 11:24:30 (0227) 5 NNNN

 


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