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Pil: CsC rivede stime, con la guerra in Iran crescita Italia a rischio -2-

Previsto aumento inflazione, picco al +3% (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 25 mar - In particolare, per il CsC gia' ci si trovava in un contesto internazionale caratterizzato da grande incertezza prima dello scoppio della guerra in Iran il 28 febbraio 2026, allargatasi poi ai paesi vicini. Una incertezza dovuta soprattutto ai dazi americani introdotti nel 2025. Questo stava determinando importanti correzioni nei flussi commerciali tra le varie economie. Su questo scenario in aggiustamento, si e' innestato il conflitto in Medio Oriente, che aggiunge incertezza e avra' altri impatti negativi per le economie.

Tornando all'Italia, la crescita sara' trainata ancora dai consumi delle famiglie e dagli investimenti, cui si aggiungera' un lieve contributo positivo delle esportazioni nette, favorito dal miglioramento delle ragioni di scambio previsto nel prossimo anno. Ai rischi al ribasso collegati alla guerra in Iran se ne aggiungono altri, legati all'implementazione del Pnrr, a un'eventuale ulteriore svalutazione del dollaro, al proseguire dell'alta incertezza, alla possibilita' che anche il taglio dei tassi Federal Reserve risulti inferiore alle attese.

Secondo il Rapporto CsC, l'impennata dei prezzi delle commodity energetiche colpisce l'economia italiana anzitutto attraverso l'aumento dell'inflazione, come si vedra' a partire dai dati di aprile. Nello scenario base del CsC, nel corso del 2026 l'inflazione e' prevista aumentare molto dai minimi di inizio anno, con un picco vicino al +3%. In media, si attestera' al +2,5% (da +1,5% nel 2025), con una revisione al rialzo di +0,7 punti rispetto alla stima inclusa nello scenario di ottobre. Nel 2027, viceversa, l'inflazione e' attesa rientrare lentamente su valori piu' moderati, man mano che la variazione dei prezzi energetici sara' riassorbita: in media e' attesa al +2,2%.

Fla-

(RADIOCOR) 25-03-26 10:55:44 (0274) 5 NNNN

 


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