Materie prime: Cgia, quadro 'sorprendentemente' stabile eccetto per combustibili -2-
Reazione piu' contenuta rispetto a scoppio guerra Ucraina (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 14 mar - L'escalation di tensioni in Medio Oriente - prosegue l'analsi della Cgia - ha inevitabilmente riacceso il dibattito sugli effetti economici dei conflitti geopolitici. Tuttavia, se si osservano i dati e i precedenti piu' recenti, emerge con chiarezza come l'impatto potenziale di questa crisi appaia, almeno per il momento, sensibilmente diverso rispetto a quanto accaduto nel febbraio del 2022 con l'invasione russa dell'Ucraina.
Allora lo shock sui mercati internazionali fu immediato e particolarmente violento. A soli quindici giorni dall'inizio dell'offensiva russa, le principali materie prime registrarono rialzi eccezionali: il prezzo del nickel aumento' del 93,8 per cento, quello del gas del 48 per cento, mentre i cereali subirono forti tensioni con il granoturco in crescita del 30,3 per cento e il frumento del 29,2 per cento.
Anche l'energia e i metalli industriali furono coinvolti nella fiammata dei prezzi: il petrolio sali' del 16,3 per cento e l'alluminio dell'8,3.
Quella reazione dei mercati fu il riflesso della posizione centrale che Russia e Ucraina occupano nelle catene di approvvigionamento globali, in particolare per quanto riguarda energia, metalli e produzioni agricole.
L'interruzione o anche solo il rischio di interruzione di tali flussi si tradusse immediatamente in un forte shock sull'offerta, con ripercussioni diffuse sull'economia mondiale.
Il contesto mediorientale presenta invece caratteristiche differenti. Pur trattandosi di un'area strategica e geopoliticamente sensibile - conclude la Cgia - la struttura delle interdipendenze economiche e commerciali con il resto del mondo e' diversa e, almeno nella fase iniziale, sembra generare pressioni meno intense sui mercati delle materie prime.
Naturalmente, qualsiasi valutazione resta fortemente condizionata da due variabili decisive: la durata del conflitto e la sua eventuale intensificazione. Un ampliamento del teatro bellico o il coinvolgimento diretto di attori regionali con un peso significativo nei mercati energetici potrebbe rapidamente modificare lo scenario.
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