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L&G: l'oro e' piu' a rischio bolla dell'AI - PAROLA AL MERCATO

di Tim Drayson* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 14 feb - Cosa ha causato l'aumento della domanda Come accaduto con quasi la totalita' delle bolle in passato, il boom di queste commodity e' piu' che giustificato, soprattutto nel caso dell'oro. Con lo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina, questo si e' liberato dei legami con il dollaro e con i rendimenti reali e l'incertezza geopolitica che si e' sviluppata, assieme con il debito statunitense sempre piu' insostenibile, hanno spinto molti investitori a cercare alternative agli asset in USD, avviando un trend che secondo molti e' appena all'inizio. A spingere ulteriormente il metallo giallo ci hanno pensato poi le banche centrali, che nella loro opera di diversificazione delle riserve valutarie si sono dimostrate insensibili al rialzo dei prezzi. Inoltre, forti spinte al rialzo sono arrivate dalla Cina e del comparto cripto delle stablecoin.

Parallelamente, anche l'argento ha seguito un percorso simile, ma con una narrativa forse ancora piu' allettante, in quanto, non solo puo' approfittare del 'debasement trade' in quanto asset reale, ma sta beneficiando anche della rapida crescita dell'AI. Infatti, l'argento e' una commodity fondamentale per quanto riguarda lo sviluppo dell'infrastruttura dell'intelligenza artificiale, che va dai semiconduttori alla distribuzione di energia elettrica, fino allo stoccaggio e alla gestione del raffreddamento dei data center. Per di piu', a inizio anno la Cina lo ha riclassificato come asset strategico, imponendo vincoli commerciali e anche generando voci sull'istituzione di riserve nazionali.

A questo repentino aumento della domanda sia di oro, sia di argento, si contrappone un'offerta particolarmente inelastica. La quantita' del primo e' molto limitata, mentre il secondo e' un sottoprodotto di altre attivita' estrattive e cio' rende la fornitura meno sensibile al prezzo. Il valore dell'oro estratto ai prezzi attuali si aggira tra i 30 e i 40 trilioni di dollari e corrisponderebbe idealmente a un cubo di 22,5 metri di lato. Il valore totale del mercato dell'argento, invece, e' piu' piccolo ed e' stimato in 6-7 trilioni di dollari. Quindi, basta un modesto aumento degli investimenti o della domanda industriale per far oscillare i prezzi.

Le contraddizioni del mercato Che gli Stati Uniti abbiano un debito pubblico fuori controllo e che questo avrebbe portato a un ribasso del dollaro e a un sostegno all'oro non e' una novita'; sono le tempistiche del picco dei prezzi a essere strane. L'outlook macroeconomico e' andato migliorando nei mesi recenti e gli economisti hanno visto a rialzo le previsioni di crescita, senza esprimere nuovi dubbi circa l'andamento dell'inflazione. Anche gli asset piu' rischiosi appaiono notevolmente ben posizionati e, dal Liberation Day, gli Usa hanno ritirato alcuni dazi, scongiurando una guerra commerciale globale. Eppure, l'indebolimento del dollaro non e' stato cosi' significativo.

*Head of Economics di L&G.

Red-

(RADIOCOR) 14-02-26 13:58:27 (0280) 5 NNNN

 


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