Inflazione: dopo dato marzo S&P vede rialzo tassi Bce ad aprile, Moody's a giugno
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 31 mar - Il balzo dell'inflazione nell'area euro al 2,5% in marzo dall'1,9% del mese precedente sulla scia del forte aumento dei prezzi dell'energia per la guerra in Iran riapre il dibattito sui tempi della prossima mossa della Bce con valutazioni divergenti tra analisti sull'urgenza di un rialzo dei tassi.
Secondo Diego Iscaro, di S&P Global Market Intelligence, la banca centrale potrebbe intervenire gia' ad aprile. "La combinazione di un'inflazione in aumento con un'attivita' economica ancora debole rappresenta una sfida per la Bce" spiega l'analista in una nota ai clienti. "I segnali che suggeriscono che l'aumento dei prezzi dell'energia stia alimentando le aspettative di inflazione potrebbero indurre la Bce ad agire aumentando i tassi di interesse gia' ad aprile". Secondo Iscaro, il conflitto in Medio Oriente ha avuto un impatto immediato sui prezzi e il calo dell'inflazione di fondo rappresenta solo un sollievo temporaneo. "E' probabile che sia solo questione di tempo prima che anche l'inflazione di base inizi a crescere", ha aggiunto, indicando il rischio di effetti di secondo impatto.
Di diverso avviso l'analisi di Kamil Kovar di Moody's Analytics secondo cui, nonostante l'inflazione sia salita fino al 2,5% a marzo, il dato e' stato "inferiore alle attese" e offre argomenti all'ala piu' accomodante della Bce.
L'aumento e' stato trainato dall'energia, in crescita del 7% su base mensile, ma secondo Moody's parte dell'impatto potrebbe emergere solo nei prossimi mesi, a causa di rilevazioni effettuate troppo presto per cogliere pienamente il rincaro dei carburanti. Al netto dell'energia, il quadro appare piu' moderato: i servizi hanno invertito il rialzo legato a fattori temporanei, mentre i beni mostrano una dinamica debole. Nel complesso, secondo Moody's, i dati "forniranno argomenti alle colombe secondo cui e' troppo presto per un rialzo dei tassi ad aprile". Kovar prevede quindi un unico aumento a giugno, con la possibilita' di ulteriori interventi a luglio o settembre. Il confronto tra le due analisi riflette l'incertezza che domina il quadro macroeconomico: da un lato il rischio che lo shock energetico si trasmetta all'inflazione di fondo, dall'altro segnali di debolezza dell'attivita' economica che potrebbero consigliare maggiore cautela nei tempi della stretta monetaria.
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(RADIOCOR) 31-03-26 12:33:52 (0374) 5 NNNN