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Eurogruppo: fonte Ue, no nuove eccezioni regole bilancio per prezzi energia -2-

Rischi di restare intrappolati in "limbo strategico" Hormuz (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Bruxelles, 30 apr - Sull'allineamento degli organismi europei, Bce compresa, come del Fondo monetario internazionale in merito alla risposta dei governi agli prezzi dell'energia, la stessa fonte europea indica la necessita' di 'mantenere i segnali di prezzo di mercato favorendo una risposta che riduca i consumi'. Tale e' la lezione della crisi energetica che ha seguito l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia: 'Molte delle misure di allora non erano ne' mirate ne' temporanee'.

L'altro giorno la presidente della Commissione von der Leyen ha indicato all'Europarlamento che allora solo un quarto degli aiuti di emergenza e' stato destinato alle famiglie e alle imprese vulnerabili. E che oltre 350 miliardi di euro avevano finanziato misure non mirate con 'un impatto enorme sulle finanze degli Stati, compromettendo le misure a tutela dei piu' bisognosi'.

Oggi la fonte Ue, sempre riferendosi alle fasi preparatorie delle discussioni all'Eurogruppo, ha indicato che le pressioni politiche in questa fase sono intense nei vari paesi e 'talvolta tendono a imporsi sulle valutazioni economiche strette'. In ogni caso non ritiene ci sia il consenso per un allentamento delle regole di bilancio per la loro importanza per la 'rassicurazione dei mercati'.

Ci si attende in ogni caso che ci sara' discussione, animata, accesa dice la fonte europea, sulla risposta confezionata a livello europeo e sui vari 'pacchetti' di sostegno decisi dai diversi governi. L'Italia appare determinata a giocare la carta della richiesta di ricorso alle clausole di deroga dal patto di stabilita', quella generale sospensiva e quella nazionale: la prima ipotesi e' stata respinta dalla Commissione perche' Ue ed Eurozona non sono alla soglia di una recessione; la seconda ipotesi in teoria e' possibile ma i segnali da Bruxelles non sembrano essere stati finora positivi. La Spagna dal canto suo chiede la sospensione del patto di stabilita' per finanziare la transizione ecologica (piu' deficit ma con un obiettivo preciso e radicale).

Si vedra'. La questione delle regole di bilancio rimanda a un altro fattore ben presente ai ministri finanziari: si tratta di non aumentare l'aspettativa di una forte crescita dell'indebitamento pubblico e di non nutrire l'inflazione perche' si tratta di mosse che potrebbero anticipare una stretta sui tassi di interesse. Chiaro che in tempi di crisi l'attenzione massima e' sui paesi ad alto indebitamento (secondo le previsioni Fmi il debito italiano in rapporto al pil quest'anno sara' piu' alto di quello della Grecia, quindi il piu' alto nella Ue). La Bce resta in attesa dell'evoluzione e rimanda a una nuova valutazione della situazione a giugno: 'Troppa incertezza', ha detto Lagarde.

Il tasso di inflazione nell'area euro e' in costante aumento da gennaio e ad aprile e' arrivato al 3%; la crescita del pil trimestre dopo trimestre e' in calo per la terza volta a 0,1% nel primo dopo 0,2% nel quarto e 0,3% nel terzo trimestre 2025.

La presidente della Bce nota che non ha senso parlare di stagnazione o di stagflazione: 'C'e' solo una crescita piu' bassa rispetto alle attese precedenti la guerra in Iran'. La cosa certa e' che l'Europa si trova sempre piu' compressa in quello che viene chiamato 'limbo strategico', una condizione ne' di pace ne' di guerra attorno allo stretto di Hormuz in cui si stanno misurando Stati Uniti e Iran. In sostanza si teme che una situazione di stallo senza un accordo visibile possa corrodere rapidamente le prospettive di una crescita che diventa via via sempre piu' rachitica.

Antonio Pollio Salimbeni - Aps

(RADIOCOR) 30-04-26 16:51:30 (0798) 5 NNNN

 


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