Eurogruppo: dopo passo Bce su accesso liquidita' focus su ruolo globale euro -3-
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Bruxelles, 16 feb - La Commissione parla del mercato dei bond europei come di una delle leva che rafforza il ruolo continentale e globale dell'euro. Un mercato che potenzialmente e' in grado di attrarre sia il risparmio e gli investimenti privati europei sia non europei. Bond europei che sono debito comune, non per finanziare gli Stati in difficolta' - o che resistono alle riforme interne, ma per finanziare progetti comuni. Secondo il Fmi c'e' spazio abbondante per non 'cannibalizzare' il mercato del debito nazionale. E' da rilevare che si tratta di idee contenute in un documento di lavoro: il tema del debito comune resta controverso, come si e' visto all'ultima riunione del Consiglio europeo la settimana scorsa, tuttavia se lo si valuta dal punto di vista delle potenzialita' del mercato finanziario europeo e della necessita' di rafforzare il ruolo globale dell'euro, i giudizi in parte non sono irrigiditi nei paesi piu' sensibili al tema (Germania e altri Paesi cosiddetti 'frugali'). Per quanto riguarda la Commissione se ne parla - e se ne scrive - parecchio nei documenti, mai in pubblico se non per evocarlo come strumento fra gli altri.
La strategia delineata nella nota comunitaria si fonda su tre punti: forti istituzioni con ruoli chiari; dimensione esterna in termini di fatturazione in euro da rafforzare parallelamente all'incremento delle capacita' di difesa e della diversificazione dei commerci; mercati finanziari e dei pagamenti Ue efficienti. Si nota come 'il sistema europeo dei pagamenti al dettaglio sia gestito da attori non sono soggetti alle regole Ue, le reti internazionali di carte, dominate da Visa e Mastercard, abbiano tutte sede al di fuori dell'Europa per cui c'e' una concentrazione che crea una dipendenza strategica, limitando la capacita' della Ue di controllare la governance dei dati e i flussi di pagamento transfrontalieri e mettendo a rischio la continuita' del servizio'.
Rispetto ai 'cantieri' gia' aperti per migliorare la competitivita', si propone qualcosa di nuovo: il Mes, Meccanismo per la stabilita' fornisce finanziamenti ai Paesi euro ma non ai Paesi che non fanno parte dell'area euro, di qui la frammentazione della rete di 'salvezza' finanziaria europea. Inoltre non e' stato neppure ratificato il trattato che lo farebbe diventare anche un 'salvagente' di ultima istanza per la risoluzione delle banche (l'Italia continua a bloccare il processo di ratifica completato da tutti gli altri Stati membri). Far rientrare il Mes nel quadro UE, cioe' a 27 Stati membri, rafforzerebbe il ruolo internazionale della moneta unica.
Poi l'integrazione dei mercati: l'istituzione di un unico emittente tra le istituzioni e gli organi sovranazionali della Ue porterebbe a emissioni piu' consistenti e liquide, a vantaggio del ruolo internazionale dell'euro, dice la Commissione. Oltre alla stessa Commissione, il Mes contrae prestiti sul mercato, il Fondo di risoluzione unico ne ha la capacita' sebbene non lo abbia ancora fatto. Istituire un unico emittente per le obbligazioni sovranazionali ridurrebbe anche i costi amministrativi e contribuirebbero a rafforzare il ruolo internazionale dell'euro, offrendo titoli piu' consistenti e liquidi. Tale approccio potrebbe facilitare l'inclusione delle emissioni nei principali indici sovrani, che fungono da benchmark per i grandi investitori istituzionali, e quindi aumentare la domanda strutturale di tali obbligazioni.
L'euro digitale consentira' pagamenti sicuri ed efficienti in euro e in tutta l'area dell'euro, ma anche negli Stati membri della Ue non appartenenti all'area dell'euro. E 'anche con paesi terzi, qualora vengano conclusi accordi'; i paesi non appartenenti all'area dell'euro potrebbero utilizzare l'infrastruttura dell'euro digitale per offrire le proprie valute digitali, facilitando cosi' le transazioni tra queste valute e riducendo la necessita' di lunghe e costose triangolazioni. L'euro digitale potrebbe quindi fornire una soluzione per l'offerta e il trasferimento di valute digitali delle banche centrali a livello internazionale e fungere da piattaforma per l'innovazione nei pagamenti transfrontalieri.
Secondo Bruxelles e' il momento di 'valutare approfonditamente le opzioni per potenziare le stablecoin denominate in euro e l'impatto sul ruolo internazionale dell'euro, bilanciando al contempo i rischi, un maggior numero di stablecoin denominate in euro potrebbe facilitare i pagamenti transfrontalieri in euro e il regolamento delle transazioni in euro'. Attualmente, si segnala, le stablecoin sono in gran parte denominate in dollari e rappresentano una piccola parte del sistema finanziario: 'Una piu' ampia adozione di stablecoin garantite da valuta estera potrebbe avere conseguenze sull'indebolimento del ruolo internazionale dell'euro'. Il settore finanziario Ue 'e' esposto a rischi legati alla possibile maggiore volatilita' del sistema monetario internazionale e del panorama dei pagamenti, nonche' alle dipendenze digitali estere'.
Infine l'euro e il commercio: su tratta di aumentare gli incentivi per la fatturazione in euro. Queste le possibili mosse: cooperare con settori chiave (trasporti, energia, materie prime e difesa) per rafforzare il ruolo dell'euro negli appalti, nella fatturazione, nella determinazione dei prezzi e nei pagamenti; sostenere l'euro nella concessione di finanziamenti Ue nel contesto delle iniziative nei paesi terzi; promuovere la competitivita' delle esportazioni e sostenere le agenzie nazionali di credito all'esportazione; sensibilizzare i paesi terzi e le imprese per promuovere l'emissione di debito denominato in euro da parte di emittenti sovrani e societari. Inoltre la Bce 'potrebbe riflettere sulle implicazioni di politica monetaria di una rete piu' ampia di accordi bilaterali di liquidita''. Un cammino gia' intrapreso.
Antonio Pollio Salimbeni - Aps
(RADIOCOR) 16-02-26 17:18:22 (0397) 5 NNNN