Dl bollette: Wwf, rinvio chiusura centrali carbone al 2038 e' scusa, non aiuta prezzi -2-
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 28 mar - "La proposta di proroga delle centrali al 2038 - aggiunge - e' stata piu' volte presentata, su vari provvedimenti, dall'ex ministro Calenda o aderenti della sua formazione politica: eppure fu proprio Calenda a inserire nella strategia energetica nazionale del 2017, da ministro dello Sviluppo Economico, la scadenza del 2025 per la chiusura delle centrali a carbone in Italia. Calenda giustificava il suo voltafaccia con la necessita' di 'aspettare' la costruzione di improbabili centrali nucleari. Il ministro Pichetto, dopo aver confermato la chiusura delle centrali nel 2024, si e' reso protagonista di una serie di stop and go, culminati nell'annuncio delle centrali come 'riserva fredda', una categoria inesistente che non era stata ufficializzata. Ha poi detto che se il gas superasse il costo di 70 euro/MWh, la riapertura delle centrali potrebbe essere ripresa in esame, evidentemente gia' concorde con l'emendamento presentato dalla Lega sul decreto bollette. Questo dopo aver confermato, con l'Ue, le sanzioni che impedirebbero di comprare combustibili fossili dalla Russia, il maggior fornitore per l'Europa, entrando quindi in un'ennesima contraddizione, a voler essere buoni. Insomma, un castello di contraddizioni per favorire interessi enormi: ma non certo l'interesse dei consumatori italiani cui solo la transizione al 100% rinnovabili assicurera' vera indipendenza e sicurezza energetica, nonche' prezzi equi, come dimostra il caso spagnolo. Eppure, nel settore elettrico il 100% rinnovabili potrebbe essere raggiunto nel 2035, come confermano numerosi studi e come stabili' lo stesso G7 prima di Trump: a patto pero' di fare le cose seriamente, gli investimenti necessari e smettere di sostenere, con provvedimenti e sussidi, sempre e solo i combustibili fossili, persino il carbone".
com-ale.
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