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Commercio: sulla Cina la Ue prende in parte le distanze dagli Usa -2-

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Bruxelles, 21 mag - Gli Stati Uniti hanno appena annunciato nuovi dazi contro le importazioni cinesi tra cui semiconduttori, celle solari, i prodotti elettrici batterie per veicoli, veicoli elettrici (dal 25% al 100%). Il tutto anche se gli Usa sostanzialmente non importano veicoli elettrici cinesi. Si tratta di una mossa straordinaria dettata dalla politica interna nel tentativo di Biden di depotenziare le promesse elettorali di Trump che fanno leva anche sull'uso di dazi commerciali a 360 gradi. Ma si tratta di una mossa che incide direttamente sulle decisioni che la Ue dovra' prendere una volta che all'inizio di luglio certifichera', come appare chiaro dalle analisi preliminari, che le importazioni di auto elettriche cinesi sono 'tirare' dal dumping e da un'enorme sovracapacita' produttiva.

Von der Leyen e' stata cauta, tuttavia il messaggio e' che la risposta Ue quantomeno non sara' allineata a quella americana per cio' che riguarda l'intensita' dei dazi. Il tema e' tutto aperto e la pressione dell'industria automobilistica tedesca a frenare una risposta la Germania teme di rivelarsi controproducente e' in questo periodo molto forte. Controproducente sia per contromisure cinese sull'importazione dall'Europa (cioe' dalla Germania) sia per la presenza produttiva tedesca in Cina. Recentemente il cancelliere tedesco ha sottolineato che almeno meta' delle importazioni di veicoli elettrici cinesi nella Ue proviene da case occidentali. La Svezia ha messo in guardia dalla 'pessima idea di smantellare il commercio globale'.

Von der Leyen ha detto che 'se l'indagine in corso dovesse essere confermato che i sussidi cinesi esistono, allora posso garantire che il livello dei dazi che imporremmo corrispondera' al livello del danno'. Ne' di piu' ne' di meno. Il motivo e' che la Ue vuole sia garantito 'l'accesso alle materie prime come all'energia, che funzionino catene di approvvigionamento diversificate e stabili'. Altra cosa e' reagire alla sovracapacita' produttiva sorretta da sussidi pubblici (come accade in Cina) che sono 'ostacoli non equi per le aziende europee'.

Parlando a Francoforte Yellen ha detto che 'occorre reagire in modo unito' e che le decisioni dell'Amministrazione Usa non costituiscono una 'svolta protezionistica' essendo in gioco la sicurezza nazionale.

Antonio Pollio Salimbeni - Aps

(RADIOCOR) 21-05-24 19:47:27 (0681) 5 NNNN

 


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