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Bce: Schnabel, AI puo' espandere potenziale economia, ma servono prove dai dati

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 06 mar - L'intelligenza artificiale potrebbe diventare un fattore decisivo per la produttivita' e quindi per l'orientamento della politica monetaria, ma l'impatto resta ancora incerto e difficile da misurare in tempo reale. E' quanto ha detto Isabel Schnabel, membro del consiglio esecutivo Bce, nel suo intervento a New York allo US Monetary Policy Forum in cui ha sottolineato come capire se i progressi tecnologici legati all'AI aumenteranno la capacita' produttiva dell'economia e' centrale per valutare l'equilibrio tra domanda e offerta e, di conseguenza, le prospettive dell'inflazione. Le evidenze storiche suggeriscono che le grandi innovazioni tecnologiche tendono piu' spesso ad aumentare la produttivita' del lavoro piuttosto che sostituirlo. "Anche le analisi recenti a livello di impresa - ha sottolineato Schnabel - indicano che l'adozione dell'AI e' associata soprattutto a riallocazione delle mansioni e guadagni di produttivita', piu' che a perdite diffuse di posti di lavoro". Schnabel ha ricordato un precedente importante nella storia della politica monetaria: negli anni Novanta Alan Greenspan, allora presidente della Federal Reserve, ritenne che la diffusione delle tecnologie digitali stesse gia' aumentando il potenziale produttivo dell'economia statunitense prima che questo fosse chiaramente visibile nelle statistiche ufficiali. La sua valutazione si rivelo' corretta quando, pochi anni dopo, la crescita della produttivita' accelero' nettamente. Un fenomeno simile potrebbe verificarsi oggi con l'AI. Un'accelerazione degli investimenti nelle nuove tecnologie potrebbe anticipare un aumento del potenziale dell'economia, anche se i dati macroeconomici non lo mostrano ancora pienamente.

Per la politica monetaria questo avrebbe implicazioni rilevanti. "Se la produttivita' aumenta, cresce anche il tasso d'interesse reale di equilibrio, perche' sale il rendimento del capitale. In questo scenario, mantenere invariati i tassi ufficiali renderebbe la politica monetaria automaticamente piu' accomodante, consentendo all'economia di espandersi senza generare pressioni inflazionistiche eccessive". Tuttavia, la situazione attuale richiede maggiore prudenza rispetto agli anni Novanta. Nell'area euro infatti la crescita della produttivita' resta per ora debole, e non e' chiaro quando e con quale intensita' l'AI produrra' effetti misurabili. Inoltre, nel breve periodo l'AI potrebbe perfino avere un impatto inflazionistico, dato che richiede grandi investimenti in data center ad alto consumo energetico e potrebbe creare colli di bottiglia nei semiconduttori avanzati e nel lavoro altamente qualificato.

"Per questo le banche centrali devono muoversi con cautela.

Scommettere troppo presto su un boom di produttivita' legato all'AI potrebbe portare ad allentare la politica monetaria prematuramente, con il rischio di una nuova accelerazione dell'inflazione e di una perdita di credibilita'. L'approccio piu' prudente, quindi, e' lasciare che siano i dati a guidare le decisioni, piuttosto che affidarsi a una narrativa tecnologica ancora incerta".

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(RADIOCOR) 06-03-26 18:03:05 (0539) 5 NNNN

 


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