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Aie: Birol, paesi evitino di accumulare petrolio e carburanti durante crisi (Ft)

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 05 apr - I Paesi devono evitare di accumulare petrolio e carburanti durante la crisi energetica provocata dalla chiusura di fatto dello stretto di Hormuz. E' quanto ha detto il direttore dell'International Energy Agency, Fatih Birol, in un'intervista al Financial Times in cui ha sottolineato come le forniture potrebbero ridursi ulteriormente se lo Stretto di Hormuz restasse chiuso ancora a lungo. "Invito tutti i Paesi a non imporre divieti o restrizioni alle esportazioni", ha dichiarato Birol, aggiungendo che e' "il momento peggiore" per i mercati petroliferi globali e che tali misure danneggerebbero partner commerciali e alleati.

Senza citare direttamente la Cina, Birol ha lasciato intendere che l'appello sia rivolto a Pechino, unico grande Paese ad aver vietato l'export di benzina, diesel e jet fuel dall'inizio del conflitto, mentre l'India ha introdotto dazi aggiuntivi. Il richiamo potrebbe riguardare anche gli Stati Uniti, dove circolano ipotesi di restrizioni alle esportazioni di carburanti raffinati, mentre i prezzi della benzina superano i 4 dollari al gallone e la California rischia carenze di jet fuel. Birol ha inoltre segnalato che alcuni Paesi stanno gia' accumulando scorte, indebolendo l'efficacia del rilascio coordinato di 400 milioni di barili dalle riserve strategiche deciso dall'Aie. "Stanno facendo scorte e questo non e' utile", ha affermato, invitando a comportamenti "responsabili" da parte della comunita' internazionale. Tra i Paesi con scorte in aumento figurano Stati Uniti e Cina: le riserve americane sono cresciute del 5% su base annua, mentre quelle cinesi potrebbero aumentare di circa 120 milioni di barili ad aprile. La crisi colpisce soprattutto l'Asia, dove alcuni Paesi hanno iniziato a razionare i carburanti e ridurre la settimana lavorativa. In Europa, ha detto Birol, "al momento non ci sono carenze fisiche di jet fuel o diesel", ma la situazione potrebbe peggiorare nelle prossime settimane. Se lo Stretto di Hormuz non riaprira', "ad aprile perderemo il doppio del petrolio e dei prodotti raffinati rispetto a marzo", ha avvertito.

Attualmente risultano danneggiati 72 asset energetici nella regione, un terzo in modo grave. Birol ha lodato la risposta dell'Arabia Saudita, che ha deviato oltre due terzi delle esportazioni verso il Mar Rosso tramite pipeline, ma ha avvertito che un eventuale attacco a queste infrastrutture avrebbe conseguenze "estremamente gravi" per l'economia globale. Secondo il capo dell'Aie, la crisi ridisegnera' il sistema energetico mondiale, favorendo un ritorno del nucleare, la crescita dei veicoli elettrici e delle rinnovabili, ma anche un maggiore uso del carbone. Il settore del gas, ha aggiunto, dovra' "lavorare duramente per riconquistare la propria reputazione" dopo due shock energetici in quattro anni.

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(RADIOCOR) 05-04-26 10:48:01 (0150) 5 NNNN

 


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