Borsa: l'accordo Tim/Fastweb+Vodafone sulle torri manda a picco Inwit (-16%)
Per gli analisti l'intesa e' una "minaccia" per il gruppo (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 19 mar - L'accordo non vincolante siglato tra Fastweb+Vodafone per costruire fino a 6.000 nuove torri per la telefonia mobile in Italia zavorra il titolo di Inwit a Piazza Affari che, dopo non essere riuscito a fare prezzo in avvio e vari successivi stop&go, viaggia in coda al listino milanese (Ftse Mib -1,7%) con un ribasso del 13,88% a 7,04 euro, con un picco minimo toccato a 6,085 euro (-24%). In un paniere interamente colorato di rosso, le vendite colpiscono anche il titolo di Tim (-2,21% a 0,615 euro), quello di Vodafone (-0,84% a 108,285 pence) a Londra (Ftse 100 -1,77%) e di Swisscom (-0,49% a 708,5 franchi) a Zurigo (Smi -1,39%). Il sottoindice Eurostoxx 600 di settore indica intanto un ribasso dell'1,59%.
Nel dettaglio, Tim e Swisscom hanno comunicato questa mattina un accordo non vincolante per lo sviluppo e la gestione di nuove torri di telefonia mobile (infrastrutture passive) in Italia, con l'obiettivo di realizzare fino a 6.000 nuovi siti. L'iniziativa congiunta mira inoltre ad accelerare l'implementazione del 5G su tutto il territorio nazionale. Il nuovo tower operator sara' inizialmente controllato pariteticamente 50/50% e potra' vedere poi l'ingresso di altri partner e avra' una componente di debito per ottimizzarne la struttura di capitale. Le attivita' di costruzione saranno svolte secondo un piano di sviluppo pluriennale.
Con questa operazione, sottolineano gli analisti di Equita, Tim 'prosegue nell'esecuzione del piano di efficientamento ed estrazione di valore che era stato delineato dal management', anche perche' nella recente comunicazione dei risultati, il gruppo guidato da Pietro Labriola aveva segnalato che l'iniziativa avrebbe avuto i primi impatti nel 2027, con contributo piu' materiale nel 2028 e soprattutto 2029, con costi di setup inclusi nella guidance 2026.
L'alternativa per Tim/Fastweb+Vodafone, osservano gli esperti, era sviluppare la copertura attraverso Inwit, mentre l'accordo 'aumenta la flessibilita' strategica di Tim e Fastweb rispetto a Inwit', e ottimizza il costo di sviluppo della rete 5G (con risparmi dell'ordine di alcune decine di milioni di ebitda per Tim), aprendo anche alla possibilita' di una parziale monetizzazione dell'asset grazie all'ingresso di investitori terzi.
Per Banca Akros, il progetto 'dovrebbe consentire a Tim e Fastweb + Vodafone di migliorare l'efficienza operativa e allineare i costi alla media europea, mantenendo al contempo elevati standard qualitativi delle infrastrutture e la flessibilita' tecnologica necessaria per lo sviluppo delle reti di nuova generazione'.
Per quanto riguarda Inwit, l'accordo rimuove l'esigenza per Tim e Vodafone di effettuare investimenti discrezionali con Inwit, che gli osservatori stimano possano rappresentare circa il 4-5% del fatturato e del flusso di cassa libero al 2030. Per Intermonte, l'accordo tra i due anchor tenant per internalizzare gli investimenti su nuovi siti rappresenta una 'chiara minaccia' per Inwit e, tra l'altro, arriva in una fase di confronto con Inwit per la rinegoziazione dei rispettivi Msa (Master Service Agreement che disciplinano le attivita' di Inwit nei confronti di Telecom per la gestione, manutenzione e accesso a reti o torri tlc ndr) a condizioni piu' allineate a quelle di mercato. Secondo Equita, alcune clausole di "all or nothing" rendono 'irrealistica' l'ipotesi per Inwit di poter uscire dall'accordo.
In particolare, osserva ancora Intermonte, questa iniziativa potrebbe tradursi in una riduzione dei commitment futuri verso Inwit per la realizzazione di nuovi siti, rafforzando il potere negoziale dei due operatori. La sim ricorda che il piano di Inwit prevede la realizzazione di circa 3,5mila nuove torri tra il 2024 (circa 25mila siti) e il 2030 (circa 28,5mila), di cui oltre la meta' con anchor tenant, con un impegno finanziario medio di circa 100mila euro per sito (circa 350 milioni cumulati su sei anni). 'In uno scenario puramente ipotetico di completa cancellazione del contributo futuro dei due anchor tenant allo sviluppo di nuovi siti e di mantenimento degli attuali Msa agli stessi termini e condizioni - scrive la sim - stimiamo un impatto negativo sulla valutazione di Inwit pari a circa 1,7 miliardi, equivalente a quasi 2 euro per azione). Attualmente Tim si avvale principalmente di Inwit come fornitore di torri, ricorda Banca Akros. In base alle ultime informazioni disponibili (relative al terzo trimestre 2025), Inwit dispone di circa 25.500 torri con un rapporto di locazione di 2,37 volte e circa 60mila POP totali (Point of Presence - punti di accesso fisico alla rete ndr), di cui la quota degli inquilini principali (Tim e Fastweb Vodafone) e' pari a circa 43.700. In termini di ricavi, Tim e Vodafone rappresentano circa l'80% dei ricavi di Inwit nei primi nove mesi del 2025 (Tim circa il 39%, Fastweb Vodafone circa il 41%). bla-.
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(RADIOCOR) 19-03-26 10:23:16 (0228)INF 5 NNNN
| Nome | Prezzo Ultimo Contratto | Var % | Ora | Min oggi | Max oggi | Apertura |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Swisscom Ag | ||||||
| Telecom Italia R | 0,7316 | +0,63 | 17.38.04 | 0,7178 | 0,7328 | 0,721 |
| Inwit | 7,19 | +2,49 | 17.35.18 | 6,87 | 7,19 | 6,98 |