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Borsa: analisti cauti sulla tregua, "fondamentale capire il nodo Hormuz"

Incognita su tariffe di transito e libera navigazione (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 08 apr - Il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran e' un ottima notizia per i mercati, ma l'incertezza sullo status dello Stretto di Hormuz consiglia cautela. E' questa l'idea generale che emerge dai commenti di strategist e analisti dopo la tregua siglata la scorsa notte, poco prima dello scadere dell'ultimatum di Donald Trump. "Ci sono ostacoli significativi da superare prima che l'accordo tra Stati Uniti, Israele e Iran possa tradursi in una fine definitiva del conflitto", spiega Neil Shearing, chief economist di Capital Economics. In particolare, il principale nodo da sciogliere rimane la ripresa della navigazione nello Stretto di Hormuz, snodo fondamentale per il petrolio globale. "L'accordo di tregua - spiega Shearing al Guardian - sembra consentire il libero transito delle petroliere attraverso il canale, ma le condizioni alle quali cio' avverrebbe rimangono poco chiare".

In particolare, anche se nell'intesa ufficiale non ci sono informazioni "alcune fonti suggeriscono" che l'Iran voglia "introdurre una tariffa di transito pari a circa 1 milione di dollari" per ogni imbarcazione che passa per la via d'acqua, per finanziare la ricostruzione. Questo costo potrebbe avere un impatto limitato sui prezzi del greggio (pari a circa 1 dollaro), ma comporterebbe una "nazionalizzazione de facto della rotta marittima", una condizione probabilmente inaccettabile per i negoziatori Usa. Tuttavia, la "ripresa regolare dei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz - spiega Intermonte - rappresenta una condizione necessaria per una stabilizzazione duratura dei mercati energetici". Eventuali segnali di escalation militare potrebbero essere "interpretati negativamente dagli operatori".

In piu', oltre alla "liberta' di navigazione ancora incerta" nel braccio di mare, a pesare sulle catene di approvvigionamento dell'energia potrebbero essere anche "i danni che hanno interessato tutto il sistema energetico del Golfo", con "tempi di riparazione incerti". Questo, secondo Saxo, contribuira' a mantenere i prezzi del petrolio molto volatili.

La riapertura di Hormuz "non puo' cancellare i danni alle infrastrutture energetiche - rincara la dose Priyanka Sachdeva di Phillip Nova - Il vero costo di questo conflitto sara' pagato alla pompa e attraverso l'inflazione globale per i mesi a venire". In piu', "Teheran ha imparato da questa crisi che puo' esercitare una pressione significativa sugli Stati Uniti - proseguono gli esperti - attraverso il suo controllo sullo Stretto, e non vediamo motivi per cui il Paese non voglia capitalizzare su questo".

In generale, se la diplomazia dovesse arenarsi e "le due settimane di tregua previste dall'intesa trascorressero senza un accordo", secondo eToro, "e' probabile attendersi un'inversione brusca e severa del rally di sollievo" messo a segno oggi dai mercati. Stando all'accordo di cessate il fuoco le trattative dovrebbero partire venerdi' mattina a Islamabad, capitale del Pakistan, con i 10 punti di pace dell'Iran posti come base di partenza dei negoziati.

D'altra parte, Trump ha abituato gli investitori e i suoi interlocutori a rapidi cambi di rotta nel corso della sua presidenza e nei prossimi giorni "potrebbe silurare qualsiasi ottimismo", afferma la First Abu Dhabi Bank. C'e' poi da vedere quali saranno le mosse dell'Iran. "Gli Stati Uniti hanno gia' fatto molte concessioni per ora - scrive Stare Street Investor - Quindi nei prossimi giorni sara' necessario un significativo ammorbidimento della posizione di Teheran per evitare una ripresa dei combattimenti".

Cog

(RADIOCOR) 08-04-26 12:40:04 (0327) 5 NNNN

 


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