Approfondimento

Tipologia

Diversificati Euro Aggressivi

Obiettivo e politica di investimento

Il fondo, appartenente alla categoria FIDA Diversificati Euro Aggressivi, può investire in tutte le tipologie di asset class seppur con alcune limitazioni. La politica di investimento prevede un limite massimo di esposizione a strumenti obbligazionari pari all’80% del patrimonio, non viene posta nessuna restrizione geografica e al fine di meglio controllare il rischio vengono poste limitazioni percentuali rispetto al patrimonio sui seguenti strumenti: - 30% per i titoli non investment grade, - 15% per i titoli senza rating, - 75% per le obbligazioni cum warrant, - 20% per le obbligazioni convertibili, - 5% per i CoCo Bonds. La componente azionaria invece ha un limite meno stringente, può infatti essere dal 20 al 100% del patrimonio del fondo e non presenta alcuna restrizione geografica o settoriale. L’investimento in prodotti del risparmio gestito è possibile fino ad un massimo del 40%, mentre l’utilizzo di ABS e MBS è consentito fino ad un 20% del valore del fondo. In via eccezionale e temporanea è inoltre possibile che il 100% del patrimonio del fondo sia rappresentato da liquidità o comunque strumenti equivalenti al fine di tutelare gli azionisti in particolari situazioni a cui sono soggetti i mercati. L’uso di strumenti derivati, tra i quali opzioni, futures e swap, è consentito esclusivamente ai fini di copertura e gestione del rischio, in particolare dal rischio derivante dalla fase di stock picking degli investimenti.

Analisi storica del fondo e del mercato di riferimento

Il fondo, lanciato il 31 luglio 2018, ha una storia molto breve. Il primo anno di vita è stato caratterizzato dalla flessione subita dalla generalità dei mercati mondiali, nonostante questa condizione di stress il fondo è riuscito a limitare il draw down sia in confronto con l’indice FIDA di categoria che con l’indice FIDA FFI Azionari Globali (Mercati Emergenti e Sviluppati) Large e Mid Cap. La volatilità, estremamente ridotta anche se paragonata a quella del mercato obbligazionario globale, nel primo anno di vita è rimasta stabile intorno al 2%. Nel 2019, a differenza della maggior parte degli assets che hanno visto una sostenuta crescita, il Nav del fondo è rimasto stazionario sotto la parità e nel primo trimestre del 2020, considerando la difficile situazione dei mercati globali, il fondo assume un carattere difensivo registrando perdite inferiori e parametri di rischio migliori in confronto alla categoria FIDA di appartenenza: nel confronto si colloca infatti sempre nel primo quintile.

Costi e struttura del comparto

Il comparto si suddivide in tre classi di azioni acquistabili liberamente da ogni tipo d’investitore anche se una discriminazione della tipologia di investitore può essere fatta avendo a riferimento l’importo minimo di investimento che varia molto da una classe all’altra. La classe Q, quotata sul mercato ATFund di Borsa Italiana, è quella maggiormente adatta all’investitore retail in quanto l’investimento minimo è accessibile a tutti ed è pari ad una sola azione con spese di gestione contenute all’1.20%. La classe B prevede un importo minimo di sottoscrizione pari a 1.000 € ed è soggetta a commissione di gestione maggiori rispetto alla classe Q pari all’1,60%. La classe M ha un importo minimo investibile, nella prassi è rivolto tipicamente ad investitori istituzionali, di 1.000.000 € e presenta le commissioni di gestione più basse all’interno del comparto pari allo 0,60%. Su tutte le classi è presente una commissione di performance del 10% calcolata annualmente sulla performance positiva conseguita dal fondo.

Sintesi

Lo strumento nonostante possa essere gravato da diverse tipologie di rischio connesse ai vari strumenti finanziari presenti in portafoglio, ad esempio le azioni e le obbligazioni emesse dai Paesi Emergenti esposte a rischi di instabilità politica, economica, sociale e monetaria, presenta una rischiosità contenuta che probabilmente è dovuta all’uso di strumenti derivati esclusivamente per fini di copertura. La ridotta rischiosità è confermata anche dallo SRRI (l’indice sintetico progettato per riassumere su una scala da 1 a 7 il rischio degli strumenti del risparmio gestito), che classifica il fondo con un medio livello di rischio pari a 4.

Dati ed elaborazioni forniti da Finanza Dati Analisi
Ultimo aggiornamento 21/04/2020


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