Approfondimento

Tipologia

Diversificati Prudenti

Obiettivo e politica di investimento

L’AISM Low Volatility è un fondo a gestione attiva che si pone l’obbiettivo di ottenere una performance media annua composta tra il 3% e il 5% in un orizzonte temporale minimo di tre anni, implementando strategie di investimento su di una pluralità di strumenti finanziari. In particolare il comparto prevede un impiego superiore al 55% in titoli obbligazionari emessi da governi centrali o imprese OCSE, comprese obbligazioni convertibili e reverse convertible. L’utilizzo di strumenti derivati nello specifico di futures è consentito fino ad un ammontare dell’intero patrimonio. Sono presenti inoltre vincoli massimi di esposizione per determinati titoli, del 30% per partecipazioni in società con sede nell’OCSE e del 10% per quote in OICVM/OICR nonché per strumenti del mercato monetario. Non è previsto nessun parametro di riferimento ufficiale per valutare le performance.

Analisi storica del fondo e del mercato di riferimento

La classe, lanciata nel 2016, ha realizzato un rendimento complessivo del -16%, corrispondente a una perdita media annua composta del 3,7%. Il trend, dopo una breve fase rialzista iniziale, ha subito un ribasso dalla metà del 2016 fino a maggio del 2017 comportando una riduzione del valore della quota sotto il prezzo di emissione. Da giugno 2017 la serie di rendimenti realizzati faceva presagire il raggiungimento degli obbiettivi previsti dal gestore, il comparto però tre mesi dopo ha tracciato un nuovo down trend che ha portato a registrare nel 2018 una perdita del 13,9%. Nel 2019 le quotazioni hanno avuto una lenta ripresa terminata nei primi mesi del 2020 dove, a causa della diffusione del Covid19, il Nav è stato interessato da un’altra brusca flessione. Attualmente le quotazioni sono in una fase laterale collocata in prossimità dei minimi assoluti. Dal confronto con l’indice FIDA FFI Diversificati Prudenti emergono performance e oscillazioni differenti per qualsiasi orizzonte temporale analizzato, con l’indice in grado di ottenere un rendimento a 3 anni del 3,27% accompagnato però da una volatilità simile al fondo(5,83%). L’analisi grafica conferma i risultati numerici, infatti dopo una brevissima fase iniziale di performance molto simili, l’indice ha realizzato rendimenti più elevati, registrando addirittura correlazione inversa rispetto al comparto nel periodo tra novembre 2016 e maggio 2017.

Costi e struttura del comparto

Il comparto è costituito da quattro classi, tutte gravate da costi di sottoscrizione e rimborso. Le quote A (espressa in dollari) ed R (denominata in euro) sono rivolte a qualsiasi tipologia di investitore ed entrambe presentano commissioni di gestione del 2%. La quota I è invece distribuita esclusivamente nei confronti di investitori istituzionali con deposito minimo iniziale di 500.000euro e spese di gestione del 1,2%. Infine la quota EPlus è liberamente negoziabile sul mercato ATFund di Borsa Italia per un controvalore minimo pari ad un’azione e spese di gestione del 2%.

Sintesi

L’esposizione prevalente in prodotti obbligazionari emessi da istituti appartenenti all’OCSE dovrebbe limitare l’oscillazione dei rendimenti per gli orizzonti temporali analizzati, infatti l’indicatore SRRI individua un livello di rischio pari a 3. L’investimento si presta quindi per soggetti che hanno una particolare attenzione a bassi livelli di volatilità. Proprio per la tipologia di strategia di gestione adottata dal gestore, il periodo di detenzione minimo consigliato per l’investimento è di tre anni.

Dati ed elaborazioni forniti da Finanza Dati Analisi
Ultimo aggiornamento 30/11/2020


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