Approfondimento

Tipologia

Diversificati Prudenti

Obiettivo e politica di investimento

L’AISM Low Volatility Fund è un fondo a gestione attiva che si pone l’obbiettivo di ottenere una performance media annua composta tra il 3% e il 5% in un orizzonte temporale minimo di tre anni, implementando una strategia fondata sull’esposizione a una pluralità di prodotti finanziari. In particolare il comparto prevede un impiego superiore al 50% in titoli obbligazionari emessi da governi centrali o imprese OCSE, compresi reverse covertible/convertible bonds e un investimento senza restrizioni in strumenti finanziari derivati sia in ottica di copertura che per fini speculativi. Sono presenti inoltre soglie massime percentuali di esposizione per determinati titoli, del 30% per partecipazioni in società con sede nell’OCSE e del 10% per quote in OICVM /OICR nonché per strumenti del mercato monetario. Non è previsto un benchmark ufficiale.

Analisi storica del fondo e del mercato di riferimento

La classe, lanciata nel 2016, ha realizzato un rendimento complessivo del -6,90%, corrispondente a una perdita media annua composta del 1,92%. Il trend, dopo una breve fase rialzista iniziale, ha subito un ribasso dalla metà del 2016 fino a maggio del 2017 comportando una riduzione del valore della quota sotto il prezzo di emissione. Da giugno 2017 la serie di rendimenti realizzati faceva presagire il raggiungimento degli obbiettivi previsti dal gestore, ma neanche tre mesi dopo il comparto ha tracciato un nuovo down trend che ha portato alla fine del 2019 alla massima perdita realizzata pari al 16,18%. Nell’ultimo anno, nonostante performance positive, la quotazione è rimasta sotto al suo valore di emissione. I rendimenti poco allettanti sono stati accompagnati da una volatilità del 4,7%. Dal confronto con l’indice FIDA FFI Diversificati Prudenti emergono performance e oscillazioni differenti per qualsiasi orizzonte temporale analizzato, con l’indice in grado di ottenere un rendimento medio annuo composto del 2,7% accompagnato da una volatilità inferiore al fondo di circa due punti percentuali (2,9%). L’analisi grafica conferma i risultati numerici, infatti dopo una brevissima fase iniziale di performance molto simili, l’indice ha realizzato rendimenti più elevati, registrando addirittura correlazione inversa rispetto al comparto nel periodo tra novembre 2016 e maggio 2017.

Costi e struttura del comparto

Il comparto è costituito da quattro classi, tutte gravate da costi di sottoscrizione e rimborso. Le quote A (espressa in dollari) ed R (denominata in euro) sono rivolte qualsiasi tipologia di investitore entrambe con commissioni di gestione del 2%. La quota I è invece distribuita esclusivamente nei confronti di investitori istituzionali con deposito minimo iniziale di 500.000 euro e spese di gestione del 1,2%. Infine la quota E Plus è commercializzata su un segmento specifico di Borsa Italiana con spese di gestione del 2%.

Sintesi

L’esposizione prevalente in prodotti obbligazionari emessi da istituti appartenenti all’OCSE dovrebbe limitare l’oscillazione dei rendimenti per gli orizzonti temporali analizzati, infatti l’indicatore SRRI individua un livello di rischio pari a 3. L’investimento si presta quindi per soggetti che hanno una particolare attenzione a bassi livelli di volatilità accompagnati comunque da rendimenti adeguati. Proprio per la tipologia di strategia di gestione adottata dal gestore, il periodo di detenzione minimo della quota non dovrebbe essere inferiore ai tre anni.

Dati ed elaborazioni forniti da Finanza Dati Analisi
Ultimo aggiornamento 31/10/2019


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