Approfondimento
Tipologia
Ritorno Assoluto (Media Volatilità)
Obiettivo e politica di investimento
Il Fondo si caratterizza per una politica di investimento estremamente flessibile e dinamica pertanto non è definita in anticipo alcuna percentuale di investimento minima o massima allocata nelle differenti asset class. Il portafoglio in situazioni limite potrebbe anche essere interamente composto da strumenti del mercato monetario e/o derivati. Le scelte di investimento vengono effettuate in base alle aspettative di medio/breve termine del gestore. Per la parte azionaria le scelte partono dall’analisi macroeconomica definiscono poi lo stile (growth/value), la capitalizzazione ed il settore per concentrarsi su strategie e management delle singole società target. La scelta della parte obbligazionaria, principalmente denominata in euro e che può comprendere anche titoli non investment grade, si basa sulle previsioni su tassi, cambi e qualità degli emittenti. Il limite di concentrazione è, come da normativa vigente, del 20%. La ripartizione geografica degli investimenti non è gravata da particolari vincoli tranne che per i Paesi Emergenti per i quali l’investimento è residuale. Data la particolare natura dell’investimento non è stato ritenuto opportuno definire un parametro di riferimento sostituito invece da un limite di volatilità del 9.5% che ne definisce le caratteristiche obiettivo dal punto di vista del rischio.
Analisi storica del fondo e del mercato di riferimento
Negli ultimi mesi del 2018, caratterizzati da grande preoccupazione a livello globale, mentre i mercati azionari e la stessa categoria FIDA Ritorno Assoluto (Media Volatilità) registravano draw down molto elevati, il fondo, che probabilmente in quel momento era maggiormente esposto al mercato del debito, ritracciava di un relativamente ridotto 7% a dimostrazione dell’efficacia, almeno in questo frangente delle politica flessibile adottata. Dal lancio, ad ottobre 2017, ad oggi (marzo 2019) i rendimenti conseguiti si sono avvicinati molto a quelli dell’indice FIDA rappresentativo del mercato azionario globale e sono in netta controtendenza rispetto a quelli, negativi, della categoria. La volatilità, invece, all’interno dello stesso orizzonte temporale, si è posizionata lievemente al di sotto di quella dell’indice e si è fermata 4.5 punti percentuali prima di quella dell’azionario globale. Lo strumento quindi, pur con un track record piuttosto limitato, si dimostra particolarmente attivo con caratteristiche che, a seconda dei casi, si avvicinano maggiormente o al mercato azionario o all’obbligazionario.
Costi e struttura del comparto
Il comparto si compone di tre classi, tutte a capitalizzazione dei proventi: I, L ed R. La classe “L”, dedicata agli investitori del mercato ATFund di Borsa Italiana, è gravata da commissione di gestione pari a 1.50%. Nella classe “R”, quella retail, le commissioni di gestione raggiungono il 2%, e può essere prevista una commissione di sottoscrizione massima dell’1.50%. La classe “I”, dedicata però ai soli investitori professionali, prevede commissioni di gestione ridotti all’1%. Tutte le classi sono gravate inoltre da commissione di performance calcolata sull’extra-rendimento rispetto ad un indice monetario, il Bloomberg Barclays 3 Month EUR Bellwether Swap +100 bps, maturato nell’anno solare e applicata sul minore tra l’ultimo valore complessivo netto del patrimonio alla data del calcolo e il valore complessivo netto medio nel periodo di riferimento. Quest’ultima previsione limita l’impatto che possono avere le performance positive di portafoglio concentrate nell’ultimo periodo dell’anno e contemporaneamente evita il pagamento di commissioni che non corrispondono a performance complessive consolidate alla fine dell’anno.
Sintesi
I rischi specifici del fondo, come riportato dalla documentazione ufficiale, sono di diversa natura in base allo strumento finanziario utilizzato. La possibilità di investire, anche se in maniera contenuta, in titoli di debito non investment grade e in titoli azionari a bassa capitalizzazione implica rischi non trascurabili. In assenza di una storia sufficientemente ampia la volatilità obiettivo del 9.50% ex ante lo colloca nella categoria 4 dell’indicatore di rischio SRRI, non escludendo però che questa possa cambiare in funzione della volatilità storica che sarà rilevata.