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Recensione di Fisher Investments Italia sull’importanza del sentiment degli investitori per i mercati

Il sentiment è il modo in cui gli investitori percepiscono i mercati o particolari tipologie di attivi, e può essere ottimista (prevedere un aumento dei prezzi) o pessimista (prevedere un calo dei prezzi). Riteniamo che il sentiment degli investitori sia soltanto uno dei tanti fattori in grado di influenzare i mercati, insieme ai fondamentali economici e agli sviluppi politici.
Un sentiment pessimista può abbassare l’asticella per i dati economici e le performance dei mercati. In caso di sentiment sottotono, siamo convinti che anche le piccole sorprese positive – come guidance sugli utili migliori del previsto – sono in grado di imprimere slancio ai corsi azionari. Al contrario, crediamo che un sentiment eccessivamente ottimista possa avere l’effetto opposto, poiché a fronte di attese elevate sui dati economici persino una lieve delusione può pesare notevolmente sulle quotazioni.
I fattori economici e politici fanno parte dei tanti elementi che a nostro avviso possono influenzare il sentiment degli investitori. A giudizio di Fisher Investments Italia, eventi geopolitici, elezioni, modifiche legislative e dati economici sono tutti elementi in grado di influenzare la percezione che gli investitori hanno dei mercati nella loro ricerca di segnali sui possibili sviluppi futuri.
La misurazione del sentiment degli investitori è per natura soggettiva e non rappresenta una scienza esatta. Strumenti come sondaggi degli investitori, analisi dei media, valutazioni societarie, relazioni sulla fiducia dei consumatori, previsioni professionali e flussi dei fondi comuni o degli ETF possono offrire indicazioni utili, tuttavia ciascuno di essi presenta i propri limiti e nessuna metrica individualmente considerata offre una visione esaustiva.
Fisher Investments Italia ritiene invece che comprendere il rapporto tra sentiment e realtà permetta agli investitori di identificare con maggiore efficacia i rischi e le opportunità presenti nel mercato.
L’evoluzione del sentiment degli investitori attraverso i cicli di mercato
Il celebre investitore Sir John Templeton era solito descrivere l’evoluzione tipica del sentiment di mercato con la frase: "I mercati rialzisti nascono dal pessimismo, crescono nello scetticismo, maturano nell’ottimismo e muoiono di euforia".
Ad esempio, verso la fine di un mercato ribassista, il sentiment spesso diventa particolarmente pessimista, anche se un nuovo mercato rialzista potrebbe essere proprio dietro l’angolo. Al contrario, sulla base delle analisi di Fisher Investments Italia, il sentiment euforico può essere la spia di un potenziale massimo del mercato, in quanto gli investitori inseguono opportunità speculative e iniziano ad ignorare i rischi.
Detto questo, l’euforia può durare parecchio prima dell’avvento di un mercato ribassista, come avvenuto alla fine degli anni Novanta. Allora gli investitori riversarono enormi capitali nelle start-up di Internet, convinti che questa tecnologia avrebbe rivoluzionato il mondo.
Internet ha davvero finito per cambiare il mondo, ma alla fine degli anni Novanta gli investitori sembravano desiderosi di investire in qualunque società legata al web, nonostante il crescente scollamento tra le valutazioni societarie e gli utili effettivi. Molte di queste imprese tecnologiche generavano profitti scarsi o nulli, eppure le loro quotazioni azionarie balzarono alle stelle[i]. Alla fine, questo ampio divario contribuì all’avvio del mercato ribassista che cominciò all’inizio del 2000.
È importante notare che la citazione di Templeton, benché acuta, semplifica un processo che raramente si svolge in modo lineare. Il sentiment degli investitori può mostrare un andamento altalenante, passando dal pessimismo all’ottimismo, per poi sfociare nuovamente nel pessimismo. Ciò può rendere imprevedibile la sua traiettoria; di qui l’importanza di monitorare regolarmente l’evoluzione del sentiment degli investitori.
È inoltre fondamentale notare che il sentiment non deve di per sé essere considerato un segnale di acquisto o di vendita decisivo. Il sentiment può essere positivo o negativo, e per una buona ragione. È solo uno dei vari strumenti a disposizione degli investitori per valutare i rischi e le opportunità potenziali presenti nel mercato.
Cosa implica l’attuale sentiment degli investitori per i mercati
A inizio anno il sentiment degli investitori sembrava moderato e gli esperti di previsioni negli Stati Uniti e in Europa pronosticavano un 2026 lievemente positivo[ii]. Dal canto loro, i fondamentali economici hanno iniziato l’anno su una nota favorevole; secondo l’indice di sorpresa economica di Citi, infatti, i dati economici di USA ed Eurozona erano nel complesso superiori alle stime[iii]. Secondo Fisher Investments Italia, questi valori suggeriscono con ogni probabilità un’assenza di euforia all’inizio del 2026. Se vi fosse un’euforia diffusa, per i dati economici sarebbe molto più difficile superare le aspettative.
Parallelamente, il conflitto in Medio Oriente ha suscitato timori riguardo a possibili tensioni nell’economia globale. Le guerre sono sempre tragiche, tuttavia riteniamo che i mercati guardino oltre il tributo umano allo scopo di determinare le conseguenze per le aziende globali e la loro capacità di rimanere redditizie.
Trovare l’equilibrio tra sentiment e fondamentali di mercato
In conclusione, sebbene il sentiment possa fornire informazioni preziose, Fisher Investments Italia ritiene che le analisi di questo indicatore siano maggiormente efficaci se affiancate ai fondamentali economici e politici. Il sentiment può rappresentare un utile indicatore per comprendere le potenziali aspettative future, tuttavia dovrebbe essere contemperato con un’analisi degli sviluppi più probabili sulla base dei fondamentali di mercato.
Per quanto riguarda la gestione del proprio sentiment nei confronti dei mercati, crediamo che abbandonarsi a un ottimismo o un pessimismo sfrenato possa indurre a fare scelte avventate, che potrebbero mettere a repentaglio gli obiettivi finanziari a lungo termine. Se stai cercando un partner che ti aiuti a mantenere la disciplina durante le oscillazioni del mercato, contatta Fisher Investments Italia per scoprire come possiamo assisterti.
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Il presente documento contiene le opinioni generali di Fisher Investments Europe e non deve essere considerato alla stregua di una consulenza personalizzata in materia di investimento o di natura fiscale, né tantomeno come un riflesso delle performance dei clienti. Non è possibile garantire che Fisher Investments Europe manterrà queste opinioni, che potrebbero cambiare in qualsiasi momento in base a nuove informazioni, analisi o riconsiderazioni. Nulla nel presente deve essere inteso come una raccomandazione o una previsione delle condizioni di mercato. Al contrario, è da intendersi come l’illustrazione di una tesi. Le condizioni di mercato attuali e quelle future potrebbero presentare numerose differenze rispetto a quelle qui illustrate. Inoltre, non si forniscono garanzie in merito all’esattezza delle ipotesi formulate negli esempi qui presenti.
[i] Fonte: FactSet, al 02/01/2026. Valore di mercato e utili degli indici S&P 500 e S&P 500 Tecnologia, su base trimestrale, dall’01/01/1995 al 31/12/2005.
[ii]Fonte: Fisher Investments Research. Previsioni mediane degli esperti sui rendimenti dell’indice S&P 500 e dell’indice EURO STOXX 50 nel 2026, dividendi esclusi, al 29/01/2026. L’EURO STOXX 50 è composto da 50 titoli di 11 Paesi dell’Eurozona che rappresentano società blue-chip considerate leader nei rispettivi settori.
[iii] Fonte: Macrobond, al 13/03/2026. Indici di sorpresa economica Citi per gli USA e l’Eurozona, su base giornaliera, dal 01/01/2026 al 12/03/2026.
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