Fisher Investments Italia
La recensione di Fisher Investments Italia sullo stallo politico olandese
Lo scorso ottobre il risultato elettorale risicato nei Paesi Bassi non ha permesso di raggiungere una maggioranza in Parlamento. Probabilmente sarà creata una coalizione e, sebbene al momento della redazione del presente documento non sia ancora stato formato un esecutivo, Fisher Investments Italia non ritiene che si tratti di un’anomalia, viste le lunghe tempistiche richieste in passato per la costituzione di una coalizione nei Paesi Bassi. Malgrado la frustrazione di alcuni elettori, riteniamo che gli investitori possano trarre preziosi insegnamenti dal processo di formazione del governo olandese, applicabili ben oltre i Paesi Bassi.
Innanzitutto, un breve riepilogo elettorale: dei 15 partiti rappresentati, i più votati sono stati i Democratici 66 (D66) e il Partito per la Libertà (PVV), che hanno entrambi ottenuto 26 seggi, ben lontani dai 76 seggi necessari per avere la maggioranza assoluta.[i] Ciononostante il D66 ha vinto il voto popolare, ricevendo il mandato per la formazione della coalizione e dando il via ai dibattiti sui partiti che potrebbero farne parte.[ii] Detto questo, più che la composizione esatta del governo, ciò che a noi interessa è che l’esecutivo sarà guidato da una coalizione multipartitica, benché la sua formazione potrebbe richiedere diverso tempo.
Si tratta di una situazione normale nei Paesi Bassi, secondo le recensioni di Fisher Investments Italia sulla storia recente. Prendiamo ad esempio l’ultimo esecutivo guidato dal Primo Ministro Dick Schoof. All’indomani delle elezioni generali del 2023 furono necessari 150 giorni di colloqui per formare una coalizione composta dal PVV, dal Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia (VVD) di stampo liberale conservatore, dal partito di destra Nuovo Contratto Sociale (NSC) e dal Movimento Civico-Contadino con ideologia populista.[iii] In questo caso, le divergenze interne alla coalizione sulle politiche economiche, sul clima e sull’immigrazione hanno portato a una paralisi legislativa per gran parte del suo breve mandato.[iv]
Oppure consideriamo il terzo gabinetto di Mark Rutte, formato nel 2017. Le consultazioni durarono 225 giorni – più di sei mesi – prima che il partito VVD di Rutte trovasse un accordo con il D66, il partito di centro destra Appello Cristiano Democratico (CDA) e l’Unione Cristiana (CU) di stampo centrista.[v] Per formare il suo quarto governo, nel 2021, Rutte impiegò un periodo record di 299 giorni per raggiungere un’intesa, per poi ritrovarsi con una coalizione identica al suo terzo esecutivo. In entrambi i casi, le spaccature interne hanno portato a politiche annacquate e di portata limitata.[vi]
Tutto ciò si è tradotto in uno stallo, che a nostro avviso rappresenta uno sviluppo positivo per i mercati azionari, poiché riduce il rischio legislativo. Per quanto possano scaturire da buone intenzioni, le nuove leggi e i nuovi regolamenti possono ostacolare la pianificazione delle aziende, creare vincitori e vinti e rivoluzionare le regole a cui le imprese sono abituate.
Le coalizioni – e il loro lungo iter di formazione – sono fondamentali per gli stalli, tuttavia non rappresentano un fenomeno prettamente olandese. Riteniamo che gran parte delle situazioni di paralisi politica in Europa sia dovuta al recente aumento dei partiti non convenzionali. Le recensioni dei partiti politici europei di Fisher Investments Italia indicano che ciò è legato a un processo che definiamo “schiacciata”, in cui l’ampio supporto di cui precedentemente godevano le formazioni centriste si appiattisce, alimentando l’ascesa di nuovi movimenti fino a quel momento marginali. Pensiamo che sia questo il motivo per cui nei Paesi Bassi si sono sviluppati così tanti partiti con obiettivi politici diversi.
Secondo Fisher Investments Italia ciò complica il raggiungimento di una coalizione e spiega perché storicamente questo processo richieda così tanto tempo. Nello specifico, quando diversi partiti con visioni differenti possono influenzare l’iter legislativo, le probabilità di provvedimenti rapidi e radicali diminuiscono. Ciascun partito si batte per le misure che gli interessano, rallentando il processo e annacquando le proposte politiche. A nostro avviso, spesso ciò si traduce in una riduzione (o assenza) di estremismi legislativi. Le imprese e gli investitori hanno inoltre il tempo di riflettere sui potenziali cambiamenti, limitando l’effetto sorpresa delle nuove politiche.
Benché ciò possa risultare frustrante per gli elettori, le azioni olandesi hanno registrato un buon andamento in questo tipo di contesto politico, trainando le azioni globali durante le consultazioni del 2023 e del 2017.[vii] I listini olandesi hanno sottoperformato quelli mondiali (+19,1% in euro) durante le discussioni del 2021, guadagnando comunque un ragguardevole 15,8%.[viii]
Le ragioni a nostro avviso sono due. Innanzitutto, crediamo che i mercati olandesi siano abituati a questa dinamica. Un lungo iter di costituzione delle coalizioni seguito da uno stallo parlamentare rappresenta ormai lo status quo – e a questo punto riteniamo che l’effetto sorpresa sia minimo.
In secondo luogo, la politica nazionale è solo uno dei fattori che influisce sui rendimenti. Le recensioni di Fisher Investments Italia sulla storia del mercato suggeriscono che i catalizzatori globali spesso prevalgono sulle considerazioni di tipo locale. Nello specifico, le azioni dei Paesi Bassi tendono a seguire i trend del settore tecnologico globale, e in particolare dei semiconduttori, per via della ponderazione significativa di un produttore di sistemi litografici.[ix] Inoltre, data la leadership dei titoli tecnologici globali per gran parte dello scorso decennio, che include i periodi di formazione delle coalizioni menzionati in precedenza, anche i listini olandesi hanno beneficiato della loro composizione.[x] Nelle nazioni con mercati azionari di minori dimensioni, riscontriamo che tali questioni spesso prevalgano sugli sviluppi politici locali.
Concludendo, non siamo dell’avviso che i mercati olandesi saranno penalizzati da un lungo processo di formazione di una coalizione e da uno stallo politico.
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[i] Fonte: Politico, al 12/11/2025.
[ii] “Election Vote Count Sees D66 Move 28,500 Votes Past PVV; Some 87,000 Dutch Voted Abroad,” Staff, ANP, 03/11/2025. Accesso tramite NL Times.
[iii] Fonte: IPU Parline, al 12/11/2025.
[iv] “The Netherlands Is Trying to Draw a Line Under a Year of Chaos with Fresh Elections – Will it Work?” Léonie de Jonge ed Esmee Bakker, The Conversation, 21/10/2025.
[v] Vedi nota ii.
[vi] Ibid.
[vii] Fonte: FactSet, al 12/11/2025. Rendimento dell’indice AEX (dividendi reinvestiti) e rendimento dell’indice MSCI World con dividendi netti, in euro, dal 15/03/2017 al 26/10/2017 e dal 22/11/2023 al 02/07/2024. Valori espressi in euro.
[viii] Ibid. Rendimento dell’indice AEX (dividendi reinvestiti) e rendimento dell’indice MSCI World con dividendi netti, in euro, dal 17/03/2021 – 10/01/2022. Valori espressi in euro.
[ix] Ibid. Sulla base delle ponderazioni in termini di componenti dell’indice AEX.
[x] Ibid. Rendimenti dell’indice MSCI World e del settore informatico con dividendi netti, in euro, dal 31/12/2014 all’11/11/2025.
