Conto deposito: a cosa prestare attenzione

Cosa c’è da sapere quando si decide di aprire un conto deposito



Milano, 29 Ago 2013 - 13:47

Il conto deposito è uno strumento sicuramente valido per chi desidera mettere al sicuro i propri risparmi, senza perdere l’opportunità di avere un rendimento nel tempo. Non va confuso con il tradizionale conto corrente in quanto con il conto deposito si possono effettuare solo operazioni di prelievo e versamento mentre non si possono fare operazioni tipiche bancarie quali bonifico verso conti non predefiniti, pagamento assegni, prelievo con bancomat o carta di credito, non si può accreditare lo stipendio o la pensione, disporre la domiciliazione delle bollette.

E’ però indispensabile, quando si apre un conto deposito, essere titolari di un conto corrente classico che fungerà da appoggio e permetterà di effettuare online le operazioni di trasferimento di denaro dal conto operativo (conto corrente) al conto deposito e alimentare così il conto di risparmio.

Il sole 24 Ore ha analizzato più di 284 differenti conti di deposito proposti dalle banche italiane e quindi il panorama è vasto e variegato. Proprio per via di questa ampia offerta è fondamentale, prima di firmare il contratto di sottoscrizione, considerare alcune questioni:

  •  qual è la somma di denaro in eccesso rispetto alle proprie esigenze finanziarie e a eventuali imprevisti o emergenze che si intende allocare
  • per quanto tempo si desidera investire la somma di denaro
  • se si è disposti a vincolare la somma di denaro oppure no.

 

Occhio a…

Generalmente i conti deposito non prevedono spese di apertura o mantenimento, ma qualche banca può decidere di applicare degli oneri come ad esempio le spese di produzione e invio dei documenti di sintesi, contabili o comunicazioni, quelle per il rilascio della certificazione fiscale annuale, o in caso di dichiarazione di sussistenza del credito. Ovviamente se queste spese sono presenti vanno indicate nel foglio illustrativo che è un documento legale ed estremamente importante che dev’essere messo a disposizione del cliente.

Stare sicuri…

E se la banca non è in grado di rimborsare i clienti perché posta in liquidazione? A quel punto interviene il Fondo interbancario di tutela dei depositi, strumento ad adesione obbligatoria per gli istituti italiani e per le filiali in Italia di banche extracomunitarie, mentre è volontario per le filiali italiane di banche comunitarie. I rimborsi sono garantiti sino alla somma di 100mila euro per ciascun depositante (regole e procedure sul sito web www.fitd.it).

Sotto la lente: il tasso di interesse

I tassi di interesse dei conti deposito, già da questo mese, si sono raffreddati.
Durante tutto il 2012 il rendimento lordo annuo era normalmente il 4% mentre ora che le prospettive finanziarie sono cambiate si è scesi a circa il 3% con il conseguente calo del “battage” pubblicitario.
Il motivo di questa discesa repentina è sicuramente l’allentamento della crisi finanziaria, la normalizzazione dello spread Btp-Bund e la fine delle pressioni sull’Euro. Il mutamento della condizioni economiche generali ha pertanto portato ad una riduzione della necessità da parte delle banche di accumulare liquidità facendo sì che appunto le offerte di conti deposito siano proposte a condizioni meno allettanti per la clientela la quale è tornata ad investire in borsa o in altri strumenti più rischiosi e più redditizi.

Deve comunque essere sottolineato che i conti deposito rimangono un prodotto  interessante per i risparmiatori perché garantiscono tassi di interesse di gran lunga superiori a quelli del conto corrente tradizionale tali da garantire la protezione dalla perdita di valore legata all’inflazione.


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