I nuovi pensionati sono più poveri

Si riduce numero dei pensionati ma la tenere in piedi il sistema costa di più



FTAOnline, Milano, 18 Dic 2015 - 10:07

Il numero di persone in pensione si assottiglia ma la spesa previdenziale continua a salire nonostante una grossa fetta di pensionati riceva meno di mille euro al mese mentre chi è andato in pensione nel 2014 risulta penalizzato.

Meno pensionati ma più spesa e diseguaglianze

Gli effetti della riforma Fornero si sono fatti sentire e il numero dei pensionati si è ridotto (-400 mila unità in tre anni) ma ciò nonostante la spesa per mantenere in vita il sistema pensionistico continua a salire superando, nel 2014, il 17% del Pil attestandosi a quattro miliardi di euro in un anno. Ciò è dovuto all’aumento dell’importo degli assegni anche se c’è il 40,3% ovvero 6,5 milioni di persone, che percepisce meno di mille euro al mese.

Penalizzati, invece, i neo-pensionati con un gap di 3.000 euro rispetto a chi è andato in pensione prima del 2014.

Esistono poi 13.000 fortunati che incassano un assegno sopra i 10 mila euro.

A divulgare i dati è l’Istat nel report, "Trattamenti pensionistici e beneficiari", sulla scorta di quanto già rilevato dall’Inps.

Oltre ai dati riportati, colpisce soprattutto che per ogni 100 persone a lavoro ce ne siano 71 a riposo mentre tra le donne vi è una sostanziale parità.
Rimane quindi aperto il tema del divario tra pensionati che si evidenzia particolarmente tra la classe più povera, quella sotto i 500 euro, che conta 2 milioni di persone, e quella più ricca, che annovera tra le sue fila 230 mila persone con un assegno che supera i 5 mila euro mensili.

Oltre la metà per la spesa previdenziale va al nord mentre nel Mezzogiorno si registra il tasso più alto di assegni assistenziali tra pensioni sociali e invalidità civile.

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