Tfr: quale tutela sui fondi?

Non assicurati da un fondo di tutela i fondi pensioni presentano comunque alcune garanzie sui rendimenti.



FTAOnline News, Milano, 22 Ott 2008 - 12:42

Sebbene le garanzie non siano le stesse dei depositi bancari anche sui fondi pensione ci sono alcune importanti tutele sui rendimenti.

Pper la previdenza complementare non esiste infatti un fondo di tutela che in caso di default «paghi» direttamente il lavoratore al posto del fondo pensione, tuttavia esistono alcuni paracaduti di sistema.

Le tutele previste L’orizzonte d’investimento

Primo e fondamentale punto di forza dei fondi pensione è rappresentato dall’orizzonte temporale di investimento del Tfr maturando. Questa particolare forma di investimento ha infatti una durata medio-lunga e, di conseguenza, non risente di particolari fasi cicliche di recessione economica.

Il quadro normativo

Altra garanzia a tutela dei lavoratori è rappresentata dal fitto quadro normativo che regolamenta la disciplina dei fondi pensione , caratterizzato da un articolato meccanismo di controllo, creato per garantire agli iscritti almeno il recupero dei contributi versati anche in situazioni di estrema volatilità dei mercati finanziari.

La specifica valutazione sulle prestazioni va realizzata in riferimento: all'interessato, agli investimenti del fondo e al sistema nel suo insieme

Le linee garantite

Ogni linea previdenziale permette all’iscritto di scegliere forme di investimento che garantiscono un minimo di rendimento. I fondi multicomparto ad esempio propongono accanto a linee di investimento più aggressive linee “garantite” con prestazione almeno pari a quella che l'interessato avrebbe ottenuto dall'erogazione del Tfr.

Questo rendimento minimo è garantito per legge per tutti coloro che trasferiscono il Tfr al fondo pensione in modo "silente", cioè senza uno specifico consenso, ma per effetto degli automatismi previsti dal Dlgs 252/2005.

Limiti di investimento e diversificazione

Un altro ombrello a tutela di un’adeguata remunerazione è costituito dalle regole che impongono ai fondi specifiche limitazioni di investimento delle risorse. In particolare, il Dm 703/96 che dovrebbe essere aggiornato alla luce delle novità della riforma varata con Dlgs 28/2007 prevede espressamente dei principi per la diversificazione degli investimenti e per la limitazione di accesso per i fondi a investimenti a rischio, privilegiando investimenti prudenziali.

Il fondo, inoltre, può investire solo attraverso convenzioni stipulate con gestori finanziari specializzati e autorizzati, quali banche, società di intermediazione mobiliare, compagnie di assicurazione e società di gestione del risparmio. La scelta del gestore avviene attraverso una procedura che prevede la supervisione della Covip, la quale è chiamata a garantire la trasparenza del procedimento, la coerenza tra obiettivi e modalità gestionale e i criteri di scelta del gestore.

 

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