TFR - Un consuntivo sul rendimento dei Fondi Pensione

Ad un anno dalla riforma del Tfr, Morningstar traccia il primo consuntivo sul rendimento di fondi pensione garantiti e del Tfr in azienda



13 Giu 2008 - 10:04

Ad un anno dalla riforma del Tfr, Morningstar traccia il primo consuntivo sul rendimento di fondi pensione garantiti e del Tfr in azienda, dando qualche spunto di riflessione. La risposta all’esigenza di risparmio delle famiglie però non è univoca.

Quanto vale il Tfr in azienda?

Il 2007 si è chiuso per il Government Pension Fund norvegese con una percentuale di rendimento del 4,3% disattendendo gli obiettivi di benchmark fissati dal governo del 4,52%, mentre in Inghilterra il rendimento medio annuo si attesta al 9,3%. Nel nostro paese invece, stando ai dati diffusi da Covip, il rendimento dei fondi negoziali si aggira intorno al 2,1%, con "picchi" del 2,4% per le linee bilanciate dei fondi negoziali.

I rendimenti dei fondi garantiti

Sul fronte dei fondi comuni garantiti (comparabili con i fondi pensione per la caratteristica della garanzia) i rendimenti oscillano tra lo 0 e il 2% secondo l’analisi condotta su 69 prodotti di investimento con un portafoglio prevalentemente obbligazionario (con una percentuale minima di bond dell’80%), in coerenza con il rendimento all’1,9% degli investimenti obbligazionari.

La garanzia

Secondo quanto stabilito dalla normativa vigente, questa tipologia di fondi deve “garantire” un rendimento comparabile, nei limiti della normativa nazionale comunitaria, a quelli del Tfr. Attualmente questi limiti sono fissati al 2%, mentre il rendimento nominale del Tfr si attesta intorno al 3% annuo.

Nel caso di garanzia giuridica il gestore sarà tenuto a garantire una percentuale di rendimento ai sottoscrittori e nel caso in cui essa non venga soddisfatta sarà il gestore stesso a dover coprire il differenziale.

Se la garanzia ha natura non giuridica invece questa non rimane una semplice dichiarazione di intenti la cui responsabilità non ricade sulla società, ma sull’iscritto.

Costi di gestione

Appurato che i rendimenti dei fondi garantiti non possono superare il Tfr in azienda, cosa può indirizzare un lavoratore verso un fondo pensione garantito piuttosto che verso il Tfr in azienda? Innanzitutto, i costi di gestione cui sono sottoposti i prodotti previdenziali e che ne riducono i rendimenti reali. Il Tfr al contrario non ha costi di gestione correlati.

A bilanciare i costi di gestione ci sono alcuni vantaggi fiscali: un deducibilità di 5.164,57 euro a livello di contribuzione, un’imposizione fiscale sul capital loss/gain più leggera rispetto agli altri investimenti finanziari (11% contro 12%) e una ritenuta d’imposta massima del 15% sulla prestazione pensionistica.

Il fattore tempo

A far pendere l’ago della bilancia anche l’obbligatorietà di permanenza di due anni presso un fondo pensione. La normativa prevede per i lavoratori che decidano di mantenere il Tfr in azienda l’assoluta libertà decisionale senza vincoli temporali, nel caso di trasferimento ad altra forma previdenziale.


 

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