Pensionati sotto la soglia di povertà

La povertà colpisce l’8,6% degli over 65. Il dato si riferisce a 5.622 pensionati che non raggiungono l’autosufficienza economica



06 Mag 2008 - 10:01

La povertà colpisce l’8,6% degli over 65. Il dato si riferisce a 5.622 pensionati che non raggiungono l’autosufficienza economica secondo le rilevazioni biennali Istat, rielaborate dal centro studi Ceres rispetto all’anno 2006 (aprile-ottobre).

La situazione coinvolge una parte considerevole della popolazione italiana considerato che il 37,5% delle famiglie avrebbe un capofamiglia pensionato.

I numeri delle famiglie italiane

Come è noto l'Istat pubblica, con cadenza biennale, la sua indagine, condotta su un campione di 7.768 famiglie. Focalizzandosi sulla fascia di popolazione più anziana lo studio Fnp-Ceres nota che ben l’8,6% delle famiglie (contro il 5,8% del periodo precedentmente analizzato) condotte da anziani sopra i 65 anni di età e il 7,6% delle famiglie con pensionati come capifamiglia risultavano nel 2006 in condizioni di povertà economica.

La soglia di povertà

La "soglia di povertà", cioè la spesa mensile per consumi della famiglia al di sotto della quale un nucleo viene definito povero, è stata fissata dall'Istat pre il 2006 a 970,34 euro per una famiglia di due persone (di tratta della cifra equivalente alla spesa media procapite). Per una persona sola la soglia di povertà si attesta a 582,20 euro di spesa mensile; per una famiglia di quattro a 1581,65 euro.

Reddito da pensionati

Il 16% circa delle famiglie con capofamiglia pensionato e il 18% di quelle con capofamiglia “anziano” risultava disporre nel 2006 di un reddito nominale nettamente inferiore a 1.000 euro al mese ed è probabile che un quinto di tali famiglie non superasse tale soglia di reddito, contro una quota ben diversa nella media nazionale. Soltanto l’8% circa di famiglie, indagate dalla Banca d’Italia, guidate da capifamiglia anziani e poco più del 10% di quelle guidate da pensionati avrebbero presentato nel 2006 un reddito mensile superiore ai 3.000 euro, contro quote ben superiori nel caso di capifamiglia tra i 41 e i 65 anni di età e/o impiegati, dirigenti o lavoratori autonomi.

Sempre secondo i dati rilevati dal centro studi Ceres nelle famiglie guidate da anziani e in genere da pensionati, il reddito disponibile proveniva essenzialmente da trasferimenti di reddito con una sostanziale integrazione di redditi da capitale (maggiore che nella media delle famiglie italiane grazie al possesso di titoli a reddito fisso).

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