Il ritardo italiano sulle complementari

Abi: “Risorse pubbliche insufficienti, stimolare le pensioni complementari”



FTAOnline News, 10 Ott 2011 - 17:03

Gli ultimi allarmi ed emergenze riguardo i conti pubblici hanno reso chiaro che difficilmente, in futuro, saranno disponibili risorse pubbliche sufficienti per offrire ai giovani pensioni adeguate a quello che sarà il loro ultimo stipendio. Per questo motivo, nel corso di un intervento all’Italian Axa Forum, il presidente dell’Abi (Associazione bancaria italiana) e del Monte dei Paschi di Siena, Giuseppe Mussari, ha invitato a prendere in considerazione l’ipotesi di spingere verso l’obbligatorietà della previdenza complementare.

 

Un ritardo colpevole

 

La situazione di difficoltà previdenziale che si prospetta per il futuro delle nuove generazioni e che costringere a ipotizzare l’obbligatorietà della previdenza complementare è motivata – secondo Mussari – anche dal ritardo con cui nel nostro Paese si è arrivati a comprendere l’esigenza del passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo. 

 

Qualunque sia la motivazione dello stato attuale del sistema pensionistico pubblico, un consenso all’idea dell’Abi arriva da Fabio Cerchiai, presidente dell’Ania (Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici). Secondo Cerchiai occorre “una presa di coscienza che le risorse pubbliche non sono piu sufficienti a garantire quanto promesso, sia per l'indebitamento pubblico sia per l'evoluzione demografica e sociale”; sarebbe necessario dunque, a suo dire, disporre un piano di incentivi fiscali per l'accumulazione di queste risorse.

 

 

 

 

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