Il riscatto della laurea

Conviene?



28 Gen 2008 - 09:06

Un utile strumento fiscale per saltare gli ultimi gravosi anni di lavoro che separano dall’agognato traguardo del pensionamento. Il riscatto della laurea infatti consente, corrispondendo all’Inps i contributi  relativi agli anni di studio, di accelerare i tempi; ma a quale costo?

Fino a qualche anno fa il riscatto permetteva sia di raggiungere in anticipo il traguardo dei 35 anni (per la pensione di anzianità) sia di incrementare del 2 % circa, per ogni anno di riscatto, l’importo della pensione, mentre oggi non è più così. La normativa relativa al riscatto si complica infatti per i giovani lavoratori, soggetti ad un sistema previdenziale “contributivo“, per i quali il riscatto vale come aumento pensionistico e non più come “acceleratore” dei tempi minimi pensionabili.

La Finanziaria 2008 però interviene a parziale modifica dell’iter di riscatto acconsentendo la rateizzazione in 10 anni del pagamento e reintroducendo la contabilizzazione degli anni riscattati per il computo dell’età pensionabile dei lavoratori a regime contributivo.

Chi può riscattarsi gli anni di studio? Chi abbia concluso un corso di laurea, lauree brevi o titoli equiparati, specializzazioni post laurea come master o dottorati, ma anche quanti abbiano svolto lavoro dipendente all'estero in Paesi non convenzionati con l'Italia.

Quanto costa riscattare? Ad oggi l’importo da corrispondere all’ente previdenziale (Inps) è strettamente correlato al sistema pensionistico a cui il lavoratore è sottoposto: retributivo (riguarda i lavoratori con, al loro attivo, almeno 18 anni di contributi entro il 1995), contributivo (soggetti con anzianità contributiva ed assicurativa successiva al 1995) o misto (quanti, alla data “spartiacque” del 31 dicembre 1995, non abbiano maturato i 18 anni di contributi).

I costi del riscatto della laurea variano in base all’aliquota applicata ai singoli sistemi pensionistici ed in particolare per gli aventi diritto a pensione contributiva l’aliquota di riferimento sarà quella stabilita all’atto della domanda applicata sullo stipendio degli ultimi 12 mesi. Converrà pertanto al lavoratore riscattare all’inizio piuttosto che alla fine della propria carriera professionale.

Come si calcola?
L’importo da pagare varia a secondo dell’età, del periodo da riscattare e dalla posizione retributiva del lavoratore al momento della domanda, ma anche in relazione alla categoria contrattuale di appartenenza.Le aliquote su cui calcolare l’importo variano infatti per le singole categorie. Se per artigiani e commercianti l’aliquota di rendimento applicabile al minimale imponibile è del 33%, per gli iscritti alla gestione separata dell’Inps (lavoratori a progetto) si abbassa al 24% mentre scende al 19% per i commercianti.

Quali documenti presentare?
La domanda di riscatto può essere presentata all’Inps in qualsiasi momento utilizzando l’apposito modulo disponibile presso le sedi Inps o sul sito www.inps.it, allegando oltre al certificato di cittadinanza italiana anche i documenti che provano l’esistenza del rapporto di lavoro da riscattare (e possibilmente la durata di tale rapporto) e l’importo della retribuzione percepita e il certificato rilasciato dall’Università che attesti il conseguimento dei titoli di studio.

 

Glossario finanziario

Hai dei dubbi su qualche definizione? Consulta il glossario finanziario di Borsa Italiana.

VAI


Borsa Italiana non ha responsabilità per il contenuto del sito a cui sta per accedere e non ha responsabilità per le informazioni contenute.

Accedendo a questo link, Borsa Italiana non intende sollecitare acquisti o offerte in alcun paese da parte di nessuno.


Sarai automaticamente diretto al link in cinque secondi.