La previdenza parla straniero

Per l’attivo dei conti Inps determinante il lavoro degli immigrati



FTAOnline News, Milano, 27 Ott 2010 - 15:25

Se il sistema previdenziale italiano mantiene ancora una certa stabilità, parte del merito è anche degli immigrati. Dall’annuale rapporto sull’immigrazione redatto da Caritas Migrantes emerge una realtà incontrovertibile: gli stranieri sono essenziali per sostenere la struttura produttiva e previdenziale del nostro Paese.

 

Cinque milioni di immigrati

Uno ogni dodici residenti, in Italia – a inizio 2010 – soggiornavano 4 milioni e 919mila immigrati regolari, 1 milione in più rispetto al 2008. Un vero e proprio “esercito” produttivo, capace di contribuire al Pil italiano per l’11% e fondamentale per la tenuta dei conti previdenziali.

Come si legge nel rapporto Caritas Migrantes, infatti, le casse pubbliche ricevono dagli immigrati 11 miliardi di euro in totale (2,2 miliardi di tasse, 1 miliardo di Iva, 100 milioni per il rinnovo dei permessi di soggiorno e per pratiche di cittadinanza, 7,5 miliardi di euro per contributi previdenziali), sostenendo contemporanee uscite per 10 miliardi.

Sul versante previdenziale, ciascuno dei 2 milioni e 700mila stranieri, in media, versa circa 4000 euro di contributi all’anno (in base a una retribuzione media di 12mila euro l’anno). A livello aggregato, tutti gli immigrati occupati dichiarano un reddito complessivo di 33 miliardi di euro, versando contributi per 7 miliardi e mezzo di euro.

Se dal 2000, insomma, il bilancio annuale dell’Inps fa registrare costantemente conti in attivo, molto dipende dall’ammontare dei contributi pagati dagli immigrati.

 

Cosa dà lo Stato in cambio

La presenza di immigrati sul suolo nazionale, ovviamente, comporta anche dei costi per le casse pubbliche, ma il bilancio – per ora – è nettamente a sfavore degli stranieri. Generalmente, infatti, questi sono più giovani della media della popolazione e perciò versano nelle casse della previdenza una somma considerevolmente maggiore di quella che ricevono in termini di trattamenti pensionistici.

In linea generale, si può dire che lo Stato spende per gli stranieri 2 miliardi e 800 milioni per la scuola, quasi mezzo miliardo per i servizi sociali comunali, 400 milioni politiche abitative, 2 miliardi dal Ministero della Giustizia (tribunale e carcere), 500 milioni dal Ministero dell'Interno (Cie e Cda), 400 milioni per prestazioni familiari e 600 milioni per pensioni a carico dell'Inps

 

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