Pensioni sempre più risicate

Cna: un pensionato su due vive in condizioni disagiate



FTAOnline News, Milano, 29 Nov 2010 - 17:41

Negli ultimi anni, il dibattito pubblico si è arrovellato intorno alle condizioni economiche future dei giovani. "I giovani d'oggi saranno la prima generazione a stare peggio dei genitori" si sente spesso dire. Al futuro, però, non guardano con preoccupazione solo i ragazzi, ma – come rivela una ricerca realizzata da Swg per conto della Cna (Cassa nazionale dell'artigianato) – anche i pensionati, che in un caso su due vivono in condizioni disagiate.

I numeri

I numeri raccolti dalla ricerca della Cna sono da brivido e attestano l'avanzare dell'erosione del benessere in atto nella società italiana. Attualmente, sostiene l'indagine, a vivere in condizioni disagiate sarebbe un pensionato su due; restringendo poi il campo d'attenzione ai soli artigiani in pensione, la quota di chi si trova in difficoltà si alza fino al 70%.

Nello specifico, l'assegno Inps non basta per arrivare dignitosamente alla fine del mese al 32% dei pensionati italiani e al 45% degli ex artigiani. Ciò che più preoccupa, però, è registrare come da 10 anni a questa parte la situazione sia peggiorata sensibilmente e prendere atto che il 33% degli over 60 guarda al futuro ''con timore e vede avvicinarsi tempi ancora peggiori''.

 

L'immagine di un declino

La ricerca svolta da Swg si è concentrata tanto su aspetti economici, quanto su altri socio-culturali. I risultati attestano che il 53% dei pensionati di età compresa tra i 60 e i 75 anni vive in condizioni precarietà economica. Si spiega così il crollo nella percezione della sicurezza: dal 2000 al 2010, la percentuale di pensionati che avverte un certo grado di stabilità riguardo la propria posizione economica è passata dal 37 al 28%.

Previsioni nere

Nel frattempo, da altre parti arrivano previsioni ancor più fosche del non roseo presente. Secondo una ricerca dell'Università di Bologna e di Unipolis, un quinto di coloro che andranno in pensione nel 2050 percepiranno un assegno di previdenza pubblica (legata ai contributi versati) inferiore all'assegno sociale (oggi pari a circa 450 euro). Fra 40 anni, sostiene l'indagine, il rapporto fra pensione e salario percepito nell'ultimo anno di lavoro si abbatterà dall'attuale 40% fino a meno del 40%.

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