Pensioni per lavori usuranti

In via di approvazione nuove norme sulle occupazioni faticose



04 Feb 2011 - 12:17

Con molta probabilità, arriverà a breve la nuova normativa sulle pensioni per i lavori usuranti. Nei giorni scorsi, il Consiglio dei ministri ha approvato uno schema di decreto legislativo in materia. Il testo del provvedimento, su cui saranno sentiti i sindacati prima del suo invio alla Conferenza Stato-Regioni e alle commissioni parlamentari, ipotizza l’accesso alla pensione anticipato di tre anni per chi svolge lavori usuranti.

 

Cosa prevede lo schema di decreto legislativo?

Il provvedimento uscito dal Consiglio dei Ministri garantisce ai lavoratori impegnati in attività usuranti la possibilità di andare in pensione di anzianità con tre anni di anticipo rispetto a quanto previsto dalla normativa generale in tema di pensioni attualmente in vigore.

 

Il nuovo progetto di legge, per quanto stabilito fino a questo a momento, non interviene sulla definizione delle categorie di lavoratori cui sarà concesso chiedere il “taglio” sugli anni di contributi. Se nulla cambierà, dunque, rimarranno valide le indicazioni fornite dal decreto Salvi, datato 1999, che definisce come occupazioni usuranti quelle svolte da chi è impegnato in lavori in galleria, nelle cave, ad alte temperature, nonché da chi opera nella lavorazione nel vetro. Allo stesso modo, le misure predisposte dal provvedimento varranno per i dipendenti che svolgono lavoro notturno (almeno 64 notti per chi matura i requisiti dal luglio 2009, 78 per chi li ha maturati tra il 2008 e la prima metà del 2009), gli addetti alla catena di montaggio, i conducenti di veicoli con capienza non inferiore ai nove posti (ossia gli autisti di autobus e pullman turistici).

 

I tempi della pensione

Perché si veda riconosciuto il proprio status di lavoratore impegnato in un’occupazione usurante è necessario rispettare alcuni parametri: nel caso di decorrenza dei termini per la pensione entro 31 dicembre 2017, bisognerà aver svolto attività usuranti per almeno sette anni negli ultimi 10; dal 2018 in poi, invece, occorrerà essere stati impegnati in lavori faticoso per metà della propria vita professionale.

 

Lo sconto sugli anni di lavoro sarà concesso in base al regime pensionistico in vigore al momento della maturazione dei requisiti agevolati (dal 2011, i pensionati riceveranno il primo assegno 12 mesi dopo il raggiungimento dei requisiti previsti dalla normativa).

 

Clausola di salvaguardia

Per tutelare le casse statali dal rischio di oltrepassare i limiti di spesa previsti, il governo ha inserito nel testo di legge un meccanismo di differimento della decorrenza qualora si realizzi uno scostamento tra la possibile spesa necessaria per coprire un numero eccezionale di domande presentate dai lavoratori e la copertura finanziaria disponibile. In base a tale clausola, si specifica che quando il provvedimento sarà a regime – dal 2013 –l'accesso alla pensione è permesso con un'età anagrafica di tre anni inferiore a quella prevista (oppure tre punti in meno nel parametro costituito dalla somma tra età e anni di contribuzione, 94 invece di 97 e un'età anagrafica di almeno 58 anni). Fino al 2012, in via transitoria, l'anticipo per l'accesso alla pensione varia da uno a tre anni.

 

Cosa prevede la normativa attuale?

Finché il decreto legislativo non sarà approvato definitivamente (il Governo ha tre mesi di tempo per farlo, partendo dalla delega assegnatagli dal parlamento nella scorsa legislatura e rinnovatagli il 9 novembre scorso), rimarranno in vigore le regole stabilite dalla legge del 1993.

 

Attualmente, secondo il nostro ordinamento, sono concessi a chi ha svolto lavori usuranti: “un anticipo del limite di età pensionabile di due mesi per ogni anno di occupazione, fino a un massimo di cinque anni, e una riduzione del limite di anzianità contributiva di un anno ogni dieci di occupazione in queste attività, fino a un massimo di quattro anni”.

 

I calcoli del sindacato

La Cisl ha elaborato alcune previsioni su quello che potrebbe essere l’impatto del decreto legislativo. Secondo i calcoli svolti dal sindacato, saranno circa 900mila i lavoratori interessati dal provvedimento, mentre ogni anno si avranno circa 15mila domande di pensione anticipata per lo svolgimento di attività faticose.

 

Stando ai dati in possesso dalla Cisl, le persone impegnate in occupazioni notturne sono circa 850 mila (di cui 450mila effettuerebbero almeno 64 turni notturni in un anno, rientrando tra i possibili beneficiari degli sconti pensionistici), mentre 350mila lavoratori sono occupati nelle altre attività usuranti indicate dal decreto Salvi (90mila gli operai alla catena di montaggio e 65mila gli autisti di automezzi a più di 9 posti).

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