Pensioni d’invalidità: severità nei controlli

Nel 2010, svoltei 250mila verifiche sugli assegni di invalidità



FTAOnline News Milano, 18 Feb 2011 - 17:47

Nel corso dell’anno passato, la guerra ai furbi è passata anche tramite la stretta sulle pensioni di invalidità, sottoposte a una serrata attività di verifica. Secondo i dati comunicati recentemente, i risultati della corposa macchina di controllo messa in moto sono molto positivi.

Irregolari il 30% delle pensioni

Nel 2010, le verifiche hanno interessato una pensione di invalidità su quattro, per un totale di 250mila controlli (cui sono da aggiungere i 200mila svolti nel 2009 e a cui se ne andranno a sommare altrettanti quest’anno e l’anno prossimo).

Gli accertamenti svolti hanno appurato che nel 30% dei casi i titolari di un assegno per invalidità fruiscono della pensione senza averne il diritto. Tra le regioni con il maggior numero di falsi-invalidi siccano la Sardegna (dove sono il 53% di chi riceve un assegno di invalidità), l’Umbria (47%), la Campania (43%), la Sicilia (42%) e la Calabria (35%).

Tra le province il primato della revoca degli assegni spetta a Sassari (76%), seguita da Cagliari (64%) e Napoli (55%). A Roma le revoche ammontano al 26%, a Milano corrispondono al 3%.

Il prezzo della furbizia

Numeri e percentuali rilevanti, di cui è facile comprendere l’impatto se si considera che ogni anno in Italia le sole prestazioni per persone che ricevono solo una pensione di invalidità (i beneficiari “puri”) ammontano a circa 15 miliardi di euro all’anno, che salgono a 30 miliardi se si computano anche gli assegni destinati a beneficiari multipli (quanti cumulano diversi tipi di pensione, in totale 5-6 milioni di persone, a un terzo delle quali dovrebbe essere revocata la prestazione, arrivando a un risparmio complessivo di 8-10 miliardi di euro all’anno).

Il cambio di marcia nelle verifiche

Come è stato possibile arrivare a simili risultati? Tramite il perfezionamento delle procedure di concessione e verifica degli assegni di invalidità. Precedentemente, l’erogazione aspettava all’Asl, adesso l’ultima parola la ha l’ente previdenziale: questo doppio livello di controllo evita che l’attestato di invalidità venga concesso con eccessiva facilità.

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