Pensioni

Il 40% dei lavoratori versa contributi intermittenti per via di contratti precari



FTAOnline, Milano, 25 Gen 2013 - 12:19

Secondo una ricerca realizzata dal Censis per la Covip i giovani lavoratori sono alle prese con l’incubo di non avere tra qualche anno la pensione e di ritrovarsi in una situazione di ristrettezze economiche così da dover integrare la pensione pubblica con qualche forma di risparmio.

Qualche dato

Il 34,3% degli intervistati ha paura  di perdere il lavoro e non riuscire a versare i contributi, mentre il 32,7% ha paura di diventare precario e non riuscire più a versare i contributi in maniera continuativa ma solo saltuariamente. Già oggi infatti il 39,4% dei giovani lavoratori ha un percorso contributivo discontinuo a causa di lavori precari o impieghi senza versamenti pensionistici.  

Non solo i giovani sono preoccupati per il loro futuro pensionistico, ma tutti i lavoratori italiani temono per il proprio futuro:1 lavoratore su 3 vorrebbe andare in pensione prima dei 60 anni

  • solo il 3,7% ritiene che sia possibile andare in pensione prima dei 60 anni
  •  il 24,7% teme che dovrà aspettare di compiere 70 anni prima di andare in pensione
  • oltre l’80% ritiene che dovrà aspettare almeno di avere 64 anni per smettere di lavorare
  • il 72% degli intervistati vorrebbe andare in pensione entro i 60
  • l’84% degli intervistati è convinto che le regole sulla previdenza cambieranno
  • appena l’8,1% pensa che “finalmente” ci siano regole stabili del sul fronte pensione.

Ristrettezze economiche
Regna quindi l’insicurezza, l’ansia e la paura nei lavoratori italiani che non hanno più certezza riguardo al loro stato pensionistico e sono sempre più preoccupati dall’idea di dover trascorrere una vecchiaia di ristrettezze economiche: infatti i lavoratori italiani credono che quando andranno in pensione riceveranno un assegno pari in media al 55% del proprio reddito attuale. 

  •  I giovani (18-34 anni) si aspettano un importo pari al 53,6% del proprio reddito
  • i lavoratori che ora hanno tra i 55 e i 64 anni si aspettano che l’assegno pensionistico arrivi al 60,1% del loro reddito da lavoro. 
  •  i dipendenti pubblici, più ottimisti, si aspettano un assegno pari al 62% del loro reddito a fronte del 55% atteso dai dipendenti privati e il 51% dagli autonomi. 

Paure
In un momento come questo, di incertezze e crisi economica, sono in molti ad aver paura di perdere il posto di lavoro e di rimanere senza contribuzione:  il 21,4% dei dipendenti pubblici teme di perdere il lavoro e di non riuscire a versare i contributi, il 24,1% di finire nel precariato e di poter versare i contributi solo in modo intermittente, il 21,3% ha paura di non avere abbastanza reddito per finanziare forme integrative della pensione pubblica.

Previdenza complementare?
Riguardo, in particolare, alla previdenza complementare non ci sono pregiudizi ideologici visto che il 42% dei lavoratori considera il sistema previdenziale misto, fatto di pubblico (pensione di base) e privato (pensione complementare), come il più sicuro. Il 40% ritiene invece più affidabile il sistema pubblico, il 18% quello privato.

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