Sistema delle quote al debutto

Parte dal 1° luglio 2009 il sistema delle quote per le pensioni di anzianità



FTAOnline, 08 Apr 2009 - 10:26

Cambiano da quest’anno le regole per andare in pensione. Entrerà infatti in vigore a partire dal 1° luglio 2009 il cosiddetto sistema delle quote, in base al quale si consegue il diritto alla pensione al raggiungimento di una quota data dalla somma tra età anagrafica e contribuzione.

L’innalzamento dell’età pensionabile sarà più morbida per chi è impegnato in attività usuranti.

Le nuove pensioni

Il progetto varato dall’esecutivo sancisce il superamento dello “scalone” previsto dalla legge Maroni (60 anni di età a partire dal 1° gennaio del 2008). In sostanza da quest’anno i lavoratori dipendenti dovranno adeguarsi al sistema misto di quote calcolate in base all’età anagrafica e agli anni lavorativi: si dovrà arrivare almeno a quota 95, sommando età (almeno 59 anni) e anni di servizio. Dal 2011 la quota sale a 96: almeno 60 anni+36; dal 2013 diventa invece 97 con almeno 61 anni di età. Il protocollo prevede comunque una verifica dei risparmi della spesa previdenziale entro il 2012: se non sarà necessario verrà stralciata a quota 97. Per i lavoratori autonomi sarà necessario sempre un anno in più di contribuzione.

Contribuzione: quando è utile?

Nel determinare il diritto alla pensione di anzianità contributiva (40 anni) nel sistema “delle quote” bisogna prendere in considerazione solamente la contribuzione definita “utile” (entro cui ricade anche il riscatto della laurea) mentre saranno esclusi, ritenuti quindi “inutili, i contributi versati a titolo di prosecuzione volontaria. La contribuzione accreditata per i periodi di lavoro precedenti il raggiungimento del 18° anno di età continua ad essere moltiplicata per 1,5.

Il calcolo del tempo

Per il raggiungimento della quota, purché si sia comunque in presenza del requisito contributivo minimo di 35 anni e dell’età minima prevista nei diversi periodi, valgono anche le frazioni di anno e di anzianità contributiva. Pertanto, un lavoratore dipendente che il 31 luglio 2009 abbia raggiunto l’età di 59 anni e 6 mesi e sia in possesso di un’anzianità contributiva pari a 35 anni e 6 mesi (1846 settimane) ha maturato i requisiti per la pensione di anzianità alla predetta data del 31 luglio 2009, anche se non ha raggiunto appieno la quota 95. Al riguardo, bisogna tenere conto delle frazioni di età e di anzianità contributiva secondo le seguenti modalità:

Età:

l’età del pensionando ad una determinata data deve essere costituita da anni e giorni e trasformata in anni con arrotondamento al terzo decimale. I giorni devono essere contati partendo dal giorno successivo a quello di nascita e fino al giorno di verifica del diritto compreso. Devono poi essere trasformati in anni dividendo il numero dei giorni per 365.

Anzianità contributiva:

l’anzianità contributiva del pensionando deve essere trasformata da settimane in anni dividendo il numero delle settimane per 52 con arrotondamento al terzo decimale.

 

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