Pensioni integrative: la previdenza secondo il fisco

Agevolazioni e sgravi, quali adempimenti?



FTAOnline News, Milano, 22 Dic 2008 - 08:57

La "previdenza" non è mai troppa soprattutto in fatto di adempimenti fiscali. All'avvicinarsi della scadenza di fine anno bisogna tenere a mente le scadenze relative anche alla previdenza complementare. I sottoscrittori di pensioni integrative dovranno infatti  dichiarare al fondo pensione o al piano individuale di previdenza gli eventuali contributi/premi versati in eccedenza rispetto ai 5.164,57 € nell’anno precedente.

Vantaggi fiscali

La normativa consente, purché ci si ricordi di comunicarlo allo strumento previdenziale, di “recuperare” il vantaggio fiscale a scadenza; si sarà infatti detassati sulla parte di rendita o capitale corrispondente. L’eventuale dimenticanza comporta la perdita del beneficio “rinviato”.

L’occasione della “scadenza” consente poi di rinfrescare la memoria su quali sono le agevolazioni fiscali della previdenza complementare (molto utile e chiara la Guida disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate: www.agenziaentrate.it)

Ddeducibilità dei contributi

I contributi versati alle forme di previdenza complementare dal lavoratore e dal datore di lavoro sono deducibili dal reddito complessivo dichiarato ai fini Irpef per un importo non superiore a 5.164,57 euro. Si determina così un risparmio in termini di minori imposte pagate in misura pari all’aliquota fiscale più elevata applicata al reddito complessivo del lavoratore.

Nel “tetto” dei 5164,57 € si deve tener conto di tutti i versamenti che affluiscono alle forme pensionistiche, collettive e individuali. Rientrano pertanto anche i contributi versati a favore dei familiari fiscalmente a carico.

Dal 2007 la deducibilità è stata estesa anche ai contributi versati a forme pensionistiche complementari istituite presso gli Stati membri dell’Unione Europea e presso gli Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo che consentono un effettivo scambio di informazione. Si continua poi a beneficiare ugualmente del vantaggio della deducibilità fiscale, anche nei casi di prosecuzione volontaria, oltre il raggiungimento dell’età pensionabile, dei versamenti dei contributi alle forme pensionistiche complementari (si ricorda che tale scelta di contribuzione libera è ammessa a condizione che l’aderente possa far valere, alla data del pensionamento, almeno un anno di contribuzione a favore delle forme di previdenza complementare).

Agevolazioni prima occupazione

Di notevole rilievo poi, al fine di incentivare l’adesione dei giovani alla previdenza complementare, le agevolazioni previste per i lavoratori di prima occupazione successiva al 1° gennaio 2007. Limitatamente ai primi 5 anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari, è consentito, nei 20 anni successivi al quinto anno di partecipazione a tali forme, di dedurre dal reddito complessivo dichiarato ai fini Irpef contributi eccedenti il limite di 5.164,57 euro, fino a un ammontare pari alla differenza positiva tra l’importo di 25.822,85 euro e i contributi effettivamente versati nei primi cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche, e comunque per un importo non superiore a 2.582,29 euro l’anno. Come si legge sulla Guida dell’Agenzia delle Entrate in sostanza l’importo massimo annuale complessivamente deducibile (a partire dal 6° anno successivo a quello di iscrizione) sale per questi lavoratori a 7.746,86 euro. In caso di contributi versati nell’interesse dei familiari a carico fermo restando l’importo complessivo di 5.164,57 euro. Se il contribuente a favore del quale sono stati versati i contributi è a carico di più persone, il beneficio fiscale spetta a colui il quale è intestato il documento comprovante la spesa. Se, invece, il documento è intestato al familiare a carico, è possibile specificare con una annotazione sul documento stesso la percentuale di spesa imputabile a ciascuno degli aventi diritto.

Tassazione dei rendimenti

I rendimenti della previdenza integrativa sono tassati con aliquota dell'11%, inferiore quindi al 12,50% prevista per le altre rendite finanziarie. Su orizzonti temporali prolungati il vantaggio del risparmio di imposta non è di poco conto

Tassazione prestazioni: le prestazioni della previdenza integrativa sono, per legge:

  • 100% sotto forma di rendita;
  • massimo 50% sotto forma di capitale, 50%; comunque sotto forma di rendita.

Dal 1° gennaio 2007 il trattamento fiscale di capitale e rendita è equiparato. Sulla parte imponibile della prestazione erogata è operata una ritenuta, a titolo d’imposta, con l’aliquota del 15 per cento. È prevista, inoltre, una riduzione di detta aliquota pari a 0,30 per cento per ogni anno eccedente il quindicesimo anno di partecipazione alle forme pensionistiche complementari, con un limite massimo di riduzione di 6 punti percentuali. La parte della prestazione che corrisponde ai contributi non dedotti non va tassata, purché sia stata comunicata entro il 31 dicembre al fondo pensione) in quanto è prevista solo la tassazione delle prestazioni relative a somme che hanno goduto della deducibilità fiscale durante la fase di costituzione della prestazione stessa.

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