Pensioni: le nuove regole del gioco

In fase di approvazione il decreto anticrisi sul pensioni e scudo fiscale



FTAOnline News, Milano, 27 Lug 2009 - 11:33

Nuove norme previdenziali mandano il vecchio sistema in pensione. Approvato in via definitiva dalla Camera, il decreto fiscale anti-crisi si avvia ad essere licenziato martedì da Montecitorio per poi passare alla seconda lettura in Senato, introducendo una batteria di novità sul fronte pensionistico sia pubblico che privato.

Aspettative di vita nel mirino

L'accesso generalizzato alla pensione verrà adeguato alle aspettative di vita a partire dal 2015. Le nuove regole saranno applicate in maniera graduale al sistema previdenziale per cui l'aumento dell'età pensionabile non potrà superare i tre mesi in prima istanza. La revisione avverrà successivamente ogni 5 anni.

Donne nel pubblico impiego

Sul fronte del pubblico impiego salirà gradualmente a 65 anni dagli attuali 60 l'età per l'accesso alla pensione di vecchiaia delle donne, in linea con quanto stabilito da una sentenza della Corte di giustizia europea. Le donne andranno in pensione a 61 anni nel 2010, a 62 dal 2012, a 63 dal 2014, a 64 dal 2016 e a 65 dal 2018. Previsti 2,5 miliardi di risparmi tra 2010 e 2018.

Secondo le previsioni dell’Inpdap dovrebbero essere 3.500 le donne interessate dalla riforma nel 2010, e saliranno a 4.700 nel 2011, e 6mila l’anno a partire dal 2013. I nuovi requisiti non si applicano alle lavoratrici che al 31 dicembre di quest’anno hanno già maturato il diritto alla pensione di vecchiaia: le amministrazioni di competenza certificheranno il diritto acquisito. Così nel 2018, secondo le simulazioni Inpdap, ci sarebbero oltre 30mila pensioni in meno, mentre il risparmio di spesa previdenziale cumulato fra il 2010 e il 2018 sarebbe pari a 2,429 miliardi di euro. I risparmi confluiranno in un fondo istituito presso la Presidenza del Consiglio, e serviranno a finanziare politiche sociali e familiari.

L’obbligo di pensionamento fa 40

Non si esauriscono con l’aumento dell’età pensionabile per le donne, le novità del pubblico impiego. Il decreto prevede infatti per il periodo 2009-2011 l'obbligo della pensione per gli statali che hanno maturato 40 anni di contributi, sia effettivi che figurativi. Esclusi primari, magistrati e docenti universitari.

I numeri della manovra

Non si tratta di un intervento “per fare cassa”, afferma il ministro Tremonti, che sottolinea come le risorse risparmiate - circa 2 miliardi e mezzo di euro fra il 2010 e il 2018, secondo i calcoli dell’Inpdap, l’ente previdenziale del pubblico impiego - saranno redistribuite nel comparto del welfare. «Non è un sistema per togliere, ma per dare», aggiunge il ministro dell’Economia. Inoltre, spiega ancora Maurizio Sacconi, l’aggiustamento dell’età pensionabile non è scontato al cento per cento, dipenderà dall’andamento delle aspettative di vita.

Polemica la Cgil, che sospetta che l’aumento dell’età pensionabile nel solo pubblico impiego sia il primo passo per una futura estensione della misura a tutte le lavoratrici. Secca la smentita del ministro del Welfare Sacconi, secondo cui nel privato non si farà nulla.

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