Pensioni di anzianità in crisi

Crollano le domande per la pensione di anzianità.



FTAOnline, Milano, 14 Set 2009 - 10:38

Si allontana, ma per scelta, il momento del pensionamento per la maggior parte dei lavoratori. Stando alle rilevazioni Inps infatti sarebbero sempre meno le persone che optano per la pensione di anzianità aspettando invece quella di vecchiaia nella speranza di un assegno più “pesante”.

Secondo quanto rilevato dal presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua, nei primi sette mesi del 2009 hanno fatto questa scelta 68mila persone contro le 160mila del 2008. La consistente contrazione è stata quantificata intorno al 57 per cento. Solo a maggio, il calo era del 67 per cento.

Innalzamento dell’età

Se da un lato non sembrano aver influito sul fenomeno le nuove regole dettate dall’Inps per il periodo gennaio-luglio 2009, si sono invece dall’altro manifestati gli effetti dovuti all'innalzamento dell'età (dal 1° gennaio 2008, da 57 a 58 anni) e alla riduzione da quattro a due delle finestre d'uscita, con conseguente slittamento delle decorrenze (dai sei ai nove mesi per i dipendenti; da nove a 18 mesi per gli autonomi).

Il sistema a finestre

Va comunque ricordato che la legge 247/07 ha previsto un meccanismo più graduale: dal 1° luglio 2009, è possibile accedere alla pensione in base al sistema delle «quote»: 95 (somma di età anagrafica e anzianità contributiva) fino al dicembre 2010 per i dipendenti, pubblici e privati, con un minimo di 59 anni d'età.

Pensioni in verde

Notizie positive per l’Inps che dovrebbe chiudere l'anno con un risultato netto positivo di 5,9 miliardi, il doppio di quanto messo a budget meno di nove mesi prima. Il risultato, ha chiarito Mastrapasqua, potrebbe ancora migliorare superando, in occasione dell'approvazione del bilancio consultivo 2009, l'anno prossimo, i sei miliardi di utile e i dieci di avanzo finanziario. La riorganizzazione dell'Istituto e la lotta all'evasione contributiva e al lavoro nero, ha continuato il presidente Inps, porterà nel 2009 il recupero di 7-8 miliardi, mentre la sanatoria per le badanti e colf, se si confermeranno le previsioni di almeno 500mila regolarizzazioni, potrebbe significare a regime 700 milioni di euro in più di contributi e, quindi, 350 già per quest'anno. Procede poi l'operazione di controllo sulle pensioni di invalidità, con 200mila verifiche straordinarie attese a fine anno e una quota di pensioni revocate tra il 12 e il 13% del totale (circa 25mila in meno a fine anno).

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