Pensioni: qualcosa è cambiato

Cambia, con il decreto milleproroghe, il reddito di riferimento per il calcolo delle maggiorazioni sociali



FTAOnline, Milano, 25 Feb 2009 - 12:15

Approvato in via definitiva alla Camera il così detto decreto milleproroghe, introduce alcune significative novità in tema previdenziale (Art. 35). Secondo le nuove disposizioni infatti cambia il reddito di riferimento per la verifica da parte dell’Inps, l’Istituto nazionale per la previdenza sociale, dei redditi dei soggetti che richiedono maggiorazioni sociali.

Si prenderà da quest'anno in considerazione il reddito relativo all’anno precedente a quello in cui si erogano i benefici, e non più quello dell’anno in corso. La nuova norma pertanto, facendo riferimento al reddito certo, effettivamente conseguito nell’anno precedente, eviterà che si creino pensioni e altre prestazioni sociali indebite.

A beneficiare del provvedimento saranno, secondo le stime dell’Inps, almeno 300mila i cittadini.

Il "pre-riforma"

La norma precedente, basata su un reddito presunto (quello in corso d'anno, quindi non ancora definitivo), finiva per determinare dei veri e propri "indebiti", cioe' delle prestazioni (pensioni e altre maggiorazioni sociali di reddito) superiori a quanto realmente dovuto. Ma difficili da recuperare da parte dell'Inps e che comunque determinavano un profondo disagio sociale nella parte piu' debole della popolazione.

Destinatari

Introdotta a partire dal 1° gennaio 2002 la maggiorazione sociale garantisce un importo addizionale alla pensione fino a 516,46 euro al mese per tredici mensilità.

L'addizionale previdenziale prevista di 594,64 euro per il 2009 spetta a:

  • titolari di pensione a carico dell'assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti e dei lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, mezzadri e coloni);
  • titolari di pensione della gestione speciale per i lavoratori delle miniere, cave e torbiere;
  • titolari di pensione dei fondi esclusivi e sostitutivi dell'assicurazione generale obbligatoria;
  • titolari di pensione sociale;
  • titolari di assegno sociale;
  • titolari di prestazioni assistenziali (invalidi civili, sordomuti e ciechi civili).

Requisiti

A poter beneficiare della maggiorazione sono naturalmente i soggetti che rispondano agli imprescindibili requisiti di età e reddito definiti di anno in anno dall'Inps.

Per poter ottenere l'incremento della maggiorazione sociale, i titolari di pensione devono avere almeno 70 anni di età, o 60 nel caso di titolari di pensione di inabilità, gli invalidi civili totali, i sordomuti e i ciechi civili assoluti l'età per poter ottenere l'incremento della maggiorazione sociale si riduce a 60 anni.

Per quanto attiene invece al requisito del reddito la soglia massima concessa è per il 2009 di 7.730,32 euro oppure, se coniugati, di 7.730,32 euro. In questo secondo caso però i redditi propri, sommati a quelli del coniuge, dovranno essere inferiori a 13.047,97 euro. Per determinare il reddito personale o familiare del pensionato si fa riferimento non solo ai redditi soggetti all'Irpef ma anche a quelli esenti (esempio: la pensione di invalidità civile, la rendita Inail ecc.) e a quelli con ritenuta alla fonte (interessi bancari e postali, rendite da titoli di Stato ecc.).

Non si tiene conto del reddito della casa di abitazione, della pensione di guerra, dell'indennizzo in favore di persone danneggiate da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati, delle indennità di accompagnamento, dell'importo aggiuntivo di 154,94 euro previsto dalla finanziaria 2001, dei trattamenti di famiglia e dei sussidi assistenziali, pagati da Enti pubblici, purché non abbiano carattere continuativo.

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