La manovra ritocca le pensioni

La manovra introduce la finestra "a scorrimento"



FTAOnline Milano, 31 Mag 2010 - 12:32

Pur senza variare requisiti e quote per l'età pensionabile, la manovra da 24,9 miliardi studiata dal governo (e varata con un decreto che dovrà essere trasformato in legge - passibile di modifiche - dal Parlamento) avrà un pesante impatto sulle pensioni. Se le Camere non modificheranno il disegno governativo, infatti, l'età di pensionamento - in virtù del nuovo sistema di "finestre a scorrimento" - aumenterà di un anno rispetto alle regole attuali.

Le finestre a scorrimento

Stante quanto scritto nel decreto legge approvato dal consiglio dei ministri, i lavoratori dipendenti (sia pubblici sia privati) potranno andare in pensione dodici mesi dopo la maturazione dei requisiti (contro gli attuali nove). I lavoratori autonomi, invece, dovranno avere un po' più pazienza: nel loro caso, infatti, il momento della pensione arriverà diciotto mesi dopo la maturazione dei requisiti (contro gli attuali 15).

Esempi specifici

Questo meccanismo, in alcuni casi, si rivelerà particolarmente "doloroso". Per esempio, il lavoratore autonomo che matura i requisiti nel 2011 entrerà in pensione ben 18 mesi dopo rispetto a quanto avrebbe fatto con il vecchio sistema di finestre. Dal canto loro, anche i dipendenti saranno chiamati a una lunga attesa: quanti matureranno sia i requisiti per l'assegno di anzianità sia per quello di vecchiaia dovanno aspettare 12 mesi per andare in pensione. Qualche dubbio permaneva riguardo alla situazione dei soggetti che possono vantare 40 anni di contributi per l'accesso ai contributi d'anzianità.
Secondo il testo finale, tuttavia, sembra che le nuove decorrenze valgano anche per loro. Dal nuovo sistema di finestre si salvano invece quanti maturino i requisti per la pensione entro il 31 dicembre di quest'anno.

Altre novità: liquidazioni rateizzate nel pubblico

Se la pensione ritarderà per tutti, un sacrificio ulteriore sarà richiesto ai dipendenti del settore pubblico. Il decreto legge contenente il testo della manovra, infatti, per loro prevede anche la rateizzazione della liquidazione (indennità di buonuscita, indennità premio di servizio, trattamento di fine rapporto e ogni altra indennità equipollente), nonché la revisione dei criteri di calcolo dell'indennità, che porterà le liquidazioni del settore pubblico a essere - più leggere - in linea con quelle del comparto privato.

La stretta sull'invalidità

La manovra interviene, duramente, anche sul settore delle pensioni di invalidità, ritenuto a elevatissimo rischio abusi. In questo campo, la norma più importante è quella che determina l'innalzamento della soglia d'invalidità per ottenere l'assegno mensile: la pensione, d'ora in poi, verrà assegnata a quanti saranno riconosciuti invalidi all'85% (contro l'attuale 74%). Tutto resta invariato, invece, per quanto riguarda le indennità di accompagnamento.

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